Digitalizzazione di procedure odontoiatriche - Parte 2

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Un esempio un po' banale può essere il sistema con cui funziona un'ecoscandaglio,  che rileva profondità e forma del fondo marino. Infatti questo sistema prevede l'invio di un segnale, che poi  rimbalza sulla superficie torna indietro (il sistema è in grado di poi elaborare un'immagine o comunque qualcosa che dà un'idea della forma del fondo marino). Queste informazioni che vengono raccolte dallo scanner, poi compongono una nuvola di punti che vengono elaborati da un software. Questo software deve produrre una mesh poligonale, cioè un insieme di poligoni che rappresenta la forma dell'oggetto a cui è sottoposta la scansione. Gli scanner intraorali e i primissimi scanner, proprio per facilitare il rimbalzo del fascio luminoso, prevedevano la necessità di spruzzare all'interno del cavo orale delle polveri che facilitassero il rimbalzo della luce.

Miglioramenti tecnologici hanno poi permesso  di rendere questo processo non più necessario. Gli scanner possono lavorare sostanzialmente per frames o per scansione continua. Quando uno scanner lavora per frames, cioè per scatti separati, noi acquisiamo una serie di immagini separate tra di loro ma non così lontane (in modo tale che ci sia una quantità sufficiente di punti in comune, che permettano al software di collegare un'immagine all'altra e piano piano progressivamente costruire l'immagine). Quindi per usare un esempio banale, se noi facciamo una scansione di un lato della bocca di un 17, poi prendiamo lo scanner e andiamo sull'altro lato (sul 27), evidentemente le due immagini  non possono matchare (non hanno sufficienti punti in comune). Quindi serve un'abilità, una curva di apprendimento e un tempo necessario per imparare a utilizzare bene questo strumento, per poi  muoversi  con un certo punto in modo progressivo all'interno del cavo orale (per far sì che ogni immagine matchi con la precedente). Diverso è il funzionamento degli scanner a scansione continua, dove il software ha un elaborazione tale che riesce a far matchare le immagini, a prescindere dal fatto che abbiano o non abbiano in successione punti in comune. Da un punto di vista commerciale, uno scanner a scansione continua costa molti più soldi, costa il doppio di uno scanner che funziona a frames. In ogni caso, c'è bisogno di un po' di tempo per imparare a utilizzare questi strumenti. La scansione 3D produce un modello che noi chiamiamo  stereo-litografico, che ha come acronimo STL (acronimo anche di Standard Triangulation Language). Questo STL altro non fa che  ottenere un modello prototipato molto rapido attraverso il CAD, in cui la la superficie del solido che viene discretizzata in una serie di triangoli.

Diciamo che in ambito odontoiatrico, alcuni processi possono essere digitalizzabili. Le branche che hanno subito il maggior riscontro sono in ortodonzia, in protesi e in implantologia. Sulla scia della moda e della tendenza di molti alla digitalizzazione, vengono digitalizzati molti aspetti forse anche meno sostanziali. che io in questa relazione non ho non non considerato. Un esempio, è il fatto di avere le sonde parodontali con un sensore digitale che ne rileva la pressione quando si esegue il sondaggio. In quest’ultimo caso, questa soluzione, può risultare un po' eccessiva. Per quanto riguarda l'utilizzo in ortodonzia,  il boom degli allineatori è stato diciamo forse l'effetto principale dell'impiego di questo sistema. Infatti si ricorre a questo sistema per l’acquisizione di dati digitali e per la elaborazione e produzione di mascherine che hanno  l'effetto terapeutico, mediante delle stampanti 3D.

Questi macchinari, in odontoiatria, servono a modellare gli oggetti che poi vengono utilizzati a livello terapeutico. Questi apparecchi per tanti anni sono stati fatti a mano su un modello in gesso, ma adesso possono essere realizzati su un modello virtuale,  progettati da un software e realizzati da una macchina. Nell'ambito dell'ortodonzia, è interessante la possibilità di progettare con più accuratezza, il posizionamento di viti per ancoraggio. Infatti prima il posizionamento avveniva con l’aiuto di una’altra figura che aiutava l’ortodontista in questo processo. Ci doveva essere l'abilità e la capacità di posizionare queste viti in posizione e ciò poteva portare anche a una certa ansia e insicurezza. 
 

Questo testo è estratto dal nostro video-corso ECM FAD "Farnaci e cure: oggi" e ha come scopo quello di informare e permette di approfondire tematiche legate al corso.

Estratto della lezione del dott. Stefano Angeloni

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