Campagne Vaccinali e Comunicazione sui social network - Parte 2

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Oggi, per raggiungere quegli obiettivi così ambiziosi di copertura, bisogna insistere sulla comunicazione e sulla divulgazione. La comunicazione è parte centrale di un programma di vaccinazioni, ma non solo, la comunicazione nel campo della Promozione Salute, ormai è una scienza. Quindi sappiamo  ormai quello che bisogna fare, per esempio, è scientificamente provato che gli interventi di comunicazione una tantum non hanno efficacia. Quindi, quando si parla di campagna vaccinale, è inutile spendere delle risorse per avviare una campagna di comunicazione e lasciarla morire lì (magari investire soldi in uno spot, manifesti e volantini). L’'intervento di comunicazione nel campo delle vaccinazioni, deve essere una intervento complesso, coordinato e basato anche sull'evidenze scientifiche.

Oltre a quella che può essere magari la comunicazione ad hoc per una specifica campagna di vaccinazione, è anche importante creare  la cultura della vaccinazione nel tempo. Infatti non ci si deve limitare ad avviare una campagna, per poi abbandonarla. Deve essere qualcosa che si realizza nel tempo, con costante attenzione e un dialogo continuo sul territorio, ed è chiaro che gli operatori sanitari devono fare la loro parte. Così come noi dobbiamo organizzare in maniera scientifica l'intera campagna, altrettanto dobbiamo mettere un certo impegno per organizzare in maniera strutturata l'attività di promozione della vaccinazione.

Per programmare la promozione della campagna, si parte dall'analisi dei bisogni. In questo caso si parla di conoscenza dei bisogni in termini di counseling da parte della popolazione, si definiscono gli obiettivi, si definiscono le strategie per raggiungere gli obiettivi e si fa uno studio di fattibilità. Se stiamo parlando di una campagna che possa diventare in qualche maniera stabile, allora è bene pensare anche a uno studio di fattibilità e magari a un intervento pilota. Prima di impegnare delle risorse, di solito conviene fare un piccolo pilota, magari su un sottogruppo di popolazione (per evitare di non essere troppo ambiziosi, fare una campagna di sensibilizzazione e di comunicazione senza avere poi magari le risorse umane o finanziare per poterla attivare il programma). Quindi bisogna definire il piano di lavoro e infine chiaramente attuare il piano e valutarlo. La valutazione della comunicazione è un'altra Cenerentola del nostro del nostro sistema, perché molto spesso si investono dei soli in comunicazione, però non si va a vedere se quell’intervento comunicativo ha funzionato o no. Quando noi andiamo a definire gli obiettivi, è importante  pensare anche alle strategie che poi ci dovranno permettere di raggiungere questi obiettivi.  

Per quanto riguarda gli obbiettivi, è importante che siano precisi e quantificabili per il motivo che vi dicevo (perché poi devono essere misurabili in un piano di valutazione). Un obiettivo specifico, può essere ridurre la quota di indecisi del 50% in due anni. Per fare questo, devo sapere fin dall'inizio quanti sono gli indecisi, quanti sono i remittenti che sono po' scettici (non vogliono vaccinare i loro bambini o loro stessi) e poi si può vedere in due anni di quanto sono riuscito a migliorare questa quota. Poi bisogna definire le strategie, ovvero come raggiungo questi obiettivi.

La strategia potrebbe essere, utilizzare degli incontri in gruppi con genitori  e insegnanti nelle scuole, oppure aprire una pagina web e quindi iniziare magari a trovare con delle pagine social, oppure attivare dei canali diretti di comunicazione per interventi di counseling con i genitori indecisi. Le strategie possono essere diverse e possono essere applicate contemporaneamente. Possiamo anche decidere di portare avanti  più strategie complesse, per raggiungere lo stesso obiettivo.É importante non sottovalutare lo studio di fattibilità ed eventualmente mettete in pratica un intervento pilota automatico, un piccolo evento che ci possa far capire, magari anche con tecniche di valutazione qualitativa, come possono essere dei focus group. Degli interventi pilota ci possono far capire se funziona o non funziona quello che abbiamo intenzione di fare, prima di avviare la campagna di comunicazione. Lo studio di fattibilità ci permette di includere in un’analisi più dettagliata, più risorse. Nel momento in cui faccio uno studio i fattibilità e mi rendo conto che non ho le risorse necessarie per fare quello che  mi ero proposto di fare, allora gli obiettivi si possono scalare, o si possono rendere meno ambiziosi, oppure mi impegno ad allungare il tempo di realizzazione.
 

Questo testo è estratto dal nostro video-corso ECM FAD "Vaccini 2.0: il libro bianco. Le politiche vaccinali in Italia pre e post pandemia"  e ha come scopo quello di informare e permette di approfondire tematiche legate al corso.

Estratto della lezione del prof. Carlo Signorelli

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