Un'Etica e una deontologia per il Servizio Sociale nel terzo millennio

Buongiorno, Sono Giuseppe Trevisi forse qualcuno già ha avuto la fortuna o la sfortuna incontrarmi in uno di questi corsi organizzati qui a Roma, sono di professione Assistente Sociale mi occupo di formazione da ormai 25 anni in diverse Università italiane e nei servizi mi sono sempre occupato di temi che riguardano il lavoro sociale.

Quest'oggi il direttore del corso, Antonio Nappi che ringrazio, per avermi invitato anche questa volta mi ha affidato un tema un po' particolare, che ha rappresentato per un po' una sfida. Questo perché se dobbiamo ragionare di un'etica e una deontologia per il servizio sociale nel terzo millennio, che è iniziato da poco, abbiamo uno sguardo lungo e avere uno sguardo lungo prevede una riflessione che "rilancia" piuttosto che una riflessione che "chiude"; quindi preparando gli argomenti che andrò a trattare mi sono fatto accompagnare da alcuni pensatori che andrò a  contaminare, in maniera positiva ovviamente, con alcune riflessioni i di lavoro sociale che riguardano la nostra professione di assistenti sociali.

Quindi una prima contaminazione rispetto alla comunità del Terzo Millennio riguarda principalmente il tema sociologico, la seconda contaminazione il rapporto tra bene e dovere quindi tra etica e deontologia, la terza, quarta e quinta è uno scambio di riflessioni tra la pedagogia, la filosofia, la sociologia e lavoro sociale. Perché ho deciso di settorializzare questi pensieri? perché credo che in questo in questo momento abbiamo bisogno di raccogliere molte informazioni e di dare l'opportunità a chi segue questa mia riflessione per di lasciarsi colpire da qualche suggestionenon farò una lezione accademica nel senso puro del termine, ma lancerò alcune suggestioni, alcuni rimandi e in base a queste cose poi chiuderò la riflessione. Dico questo perché mi rifaccio al discorso del Terzo Millennio, un millennio appena iniziato che lo stiamo affrontando, in cui stiamo vedendo le sfide e le difficoltà, ma anche le sue opportunità. Abbiamo bisogno quindi di qualche riflessione che ci aiuti. 

La riflessione parte quindi con il tema della comunità nel Terzo Millennio che è un tema molto sfidante per noi che lavoriamo all'interno dei servizi sociali, e qui ci facciamo accompagnare da Aldo Bonomi, sociologo dell'università in Università di Milano e ha lavorato anche a Roma per il CNEL , il quale è una persone che ha alcune cose che mi hanno interessato e mi hanno colpito molto, e per questo le ripropongo in questa lezione. 

Cosa intendiamo per comunità nel terzo millennio?
Bonomi inizia dicendo che ci troviamo in un salto d'epoca, ci troviamo in un in cui saltano i confini, nel momento in cui vediamo un profugo che arriva sulle nostre coste, in quello stesso momento noi ci rendiamo conto che qualcosa sta cambiando, non è più come avveniva prima, ovvero un  immigrato che viene a cercare lavoro ma è una persona che scappa, è una persona che ha un percorso di vita alle spalle e delle speranze di vita che non si fermano qui in Italia ma che vanno verso altri Paesi. Tutto questo ci interroga molto, e interroga molto non soltanto chi si occupa dell'accoglienza, quindi principalmente noi, ma interroga molto gli Stati. 
Vedremo più avanti perché dico questo, qui faccio una sintesi veloce. Quindi le nostre comunità stanno cambiando, e stanno cambiando come dice Bonomi e che poi vedremo, in modo simultaneo, immediatamente. Cioè il terzo millennio è il mondo della simultaneità.

E allora che fare? ci dobbiamo piegare alla potenza della tecnica che viene avanti nel terzo millennio? Il millennio che viviamo è quello delle grandi conquiste della tecnica, le tecnologie ormai sono in mano tutti, le abbiamo in tasca con i nostri cellulari, computer, tablet, e questo rischia di allontanare le persone, lo vediamo nelle nostre metropolitane, nei nostri ragazzi che vengono chiamati ormai “le persone senza libro”, perché tutte le loro conoscenze derivano in modo simultaneo attraverso la rete della tecnica la rete di internet, e questo però fa perdere tutte le relazioni, basta girare la metropolitana e tu vedi uscire dei ragazzi da scuola da un tempo si dicevano una parolaccia, si spingevano, scherzavano e  ridevano tutti col capo chino sul cellulare, con nessuno parla, questo fa interrogare molto. Quindi non siamo in un momento di cambiamento, non siamo in un momento di crisi in attesa del ritorno alla normalità, non siamo in un momento di passaggio, siamo in un momento che Bonomi chiama processo di metamorfosi. La società così come l'abbiamo conosciuta in passato, che abbiamo vissuto fino a qualche anno fa cambierà, non sarà più quella di prima. E cosa sarà di questa metamorfosi? Questo ancora non lo sappiamo. 

[...]
 

Questo testo è estratto dal nostro video-corso FAD per Assistenti Sociali "Assistenza? No, Grazie" e ha come scopo quello di informare e permette di approfondire tematiche legate al corso.

Estratto dalla video lezione del dott. Giuseppe Trevisi

Alessandra Graziottin
Direttore centro Ginecologia
H San Raffaele Resnati Milano
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