Transessualità: la psicologia

Buongiorno sono una psicologa psicoterapeuta e mi occupo di varianza di genere in età evolutiva e ora questo intervento sarà dedicato propria alla presa in carico psicologica dei minori che hanno uno sviluppo atipico dell'identità di genere. Viviamo in un momento in cui le tematiche legate all'identità di genere e la varianza di genere sono un argomento attuale, tanto che si può parlare appunto di gender revolution. Si parla di varianza di genere in età evolutiva perché le stime dei dati sugli adulti ci dicono come l'esordio di comportamenti crossgender nella maggior parte dei casi, sia nelle donne trans che negli uomini trans tende ad essere precoce, ovvero prima degli 11 anni di età e quindi questo è un fenomeno che interessa sicuramente l'età evolutiva.

Chi sono i bambini Gender Variant? Vediamo in questo come bambini ma anche gli adolescenti hanno l'estrema variabilità nel modo in cui manifestano le proprie preferenze, interessi e comportamenti legati al genere: ci sono i maschi a cui piace essere superman, le bambine che giocano a essere le principesse ma anche i maschietti a cui piace la danza classica ho le bambine che giocano a calcio, e questo ovviamente non vuol dire che si sta parlando di un'identificazione cross gender.

I bambini gender variant  sono bambini che manifestano una incongruenza, una discrepanza tra il genere assegnato alla nascita e l'identità di genere o ruolo di genere. Sono bambini che molto precocemente possono affermare di appartenere al genere opposto, che quindi verbalizzano il fatto di essere un maschio o una femmina. Sono bambini che possono manifestare comportamenti crossdressing, ovvero la preferenza per abiti ovviamente considerati del genere opposto. Nelle femmine questo si manifesta anche con una forte resistenza nell'indossare un abbigliamento tipicamente femminile. Possono esserci poi preferenze per giochi e attività tipicamente considerati del genere opposto e anche precocemente si può manifestarsi la cosiddetta disforia anatomica, ovvero l’avversione per la propria anatomia sessuale, anche il desiderio per le caratteristiche sessuali del genere opposto.

Nei maschi questo si può manifestare ad esempio con il comportamento di nascondere il pene tra le gambe e far finta di avere un corpo femminile, oppure nelle femmine il tentativo di nascondere il seno, questo avviene soprattutto nella pubertà nel momento in cui lo sviluppo ha inizio. Quando si parla di varianza di genere non si parla ovviamente di comportamenti che sono patologici ma semplicemente di un modo di esprimere la propria appartenenza a un genere, che può essere più o meno vicina a quelli che sono gli stereotipi di genere. C’è da specificare che se un bambino ad esempio piace giocare con le bambole questo non significa che si senta una bambina e quindi diciamo la prima cosa da fare è una differenziazione tra quella che è la varianza di genere e disforia di genere.

Si parla infatti di disforia di genere quando i comportamenti gender variant sono costanti, persistenti e generalizzati a tutte le occasioni e soprattutto se sono associati a sofferenza, quindi non solo l'incongruenza tra genere assegnata alla nascita e l'identità di genere ma anche una sofferenza che è clinicamente significata e che rischia di compromettere il funzionamento psicologico dei bambini nelle varie aree di funzionamento, ad esempio quella scolastica o quella diciamo di contatto con i pari.

La disforia di genere è una categoria diagnostica che è presente nel DSM 5 che è il manuale statistico di classificazione delle malattie, è presente come categoria “infanzia” con dei criteri specifici e altri criteri che si differenziano invece per “adolescenza” e “l’età adulta “ed è anche presente nel icd-11 dove però non si parla più di disforia di genere ma da quest'anno c'è stato un cambiamento di paradigma e si parla di incongruenza di genere,la differenza più importante è che l’incongruenza di genere non è più classificata tra le malattie mentali ma è stata messa in una sezione a parte di condizioni legate alla sessualità, e quindi questo si muove decisamente in ottica depatologizzazione e non c'è più un'associazione tra incongruenza di genere e malattie mentali.

Quando parliamo di disforia di genere in infanzia è importante guardare quella che è la sex ratio, ovvero la proporzione tra maschi e femmine. Vediamo come gli studi prima del 2000 vedevano una sex-ratio a favore dei maschi e questi sono studi comparativi tra un campione olandese un campione canadese; gli studi dopo il 2000 vedono sempre una proporzione a favore dei maschi tuttavia  si nota un avvicinamento e questo soprattutto nel campione olandese. Il perché la disforia di genere e la varianza di genere sembra essere più frequente nei maschi piuttosto che nelle femmine non è chiaro.

Questo testo è estratto dal nostro video-corso FAD ECM" Identità di genere: questo corpo è mio" e ha come scopo quello di informare e permette di approfondire tematiche legate al corso.

Estratto dalla video lezione della prof.ssa Jiska Ristori

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