Stupefacenti e devianza minorile: ruolo e funzioni del Servizio Sociale per prevenire e recuperare, fra metodologia e deontologia

In questa lezione vogliamo affrontare un argomento ampio e complesso, che è quello del rapporto che c’è tra stupefacenti e devianza minorile. Per fare questa analisi, che attraversa tante dimensioni importanti da esplorare, abbiamo dei punti focali da affrontare.  Le dipendenze in adolescenza: i fattori predisponenti  e le dimensioni interessate ai fini di pervenire a un modello integrato di comprensione. Altro punto fondamentale sono le vecchie e le nuove forme di dipendenza, con riferimento anche ai dati statistici che riguardano la popolazione studentesca. Con il terzo punto si entra nel vivo del trattamento terapeutico dei minori. Il quarto punto riguarda il rapporto tradipendenze e criminalità minorile, con particolare riguardo al doppio di stigma che interessa i ragazzi che hanno sia problemi di criminalità che problemi di dipendenza. Altro snodo dell’argomento sono i metodi per pervenire a un aggancio terapeutico di minore autore di reato. Per arrivare a chiudere l’analisi con le modalità per la costruzione di un progetto di recupero con particolare riguardo alla collaborazione che si instaura tra i Servizi protagonisti di questa presa in carica integrata, ovvero ilServizio Sociale Minorile della Giustiziae il servizio per le dipendenze della ASL.  Per ultimo vedremo come si struttura questa collaborazione con un riferimento alle implicazioni deontologiche ma anche al valore e ai contenuti della prevenzione.

Per quanto riguardo l’analisi della tossicodipendenza soprattutto in età evolutiva, non possiamo non considerare i fattori culturali che sono di grande condizionamento ai fini dello sviluppo delle condotte di dipendenza patologica.Questo accade perché viviamo immersi in un clima culturale che incentiva forme di consumo esasperato e quindi in qualche modo può indurre velatamente ad adottare forme di dipendenza patologica.

Per altro, questa dipendenza è accentuata anche da queste ideologie del no-limts. “Vietato vietare” che era un motto in volga negli anni 70, partito proprio dalla rivoluzione studentesca  francese, e che nel corso degli anni si è spostato con il concetto di consumismo, con l’ideologia dell’individualismo sfrenato e che quindi ha portato uno sfondamento di ogni regola, appunto di ogni limite.  Questo filone culturale, molto forte, provoca in tutte le persone, ma in particolare nei ragazzi, un forte senso di inadeguatezza, di insufficienza. Mentre prima i problemi, anche sotto il profilo psicologico, nascevano da un’incapacità di rispettare le regole con conseguente senso di colpa, oggi quello che prevale è un vissuto di disagio connesso al senso di inadeguatezza di non riuscire a farcela, di non riuscire a stare al passo con le pressioni dell’ambiente che ci vogliono sempre oltre il limite, sempre persone di successo ad ogni costo.  Questa patologia dell’inadeguatezza, come notavaUmberto Galimberti nel suo libro dedicato al nichilismo dei giovani, può essere una delle fonti più pericolose per prendere la deriva della dipendenza.

Nell’analisi dei fenomeni culturali non si può fare a meno di considerare anche le produzioni culturali che nel tempo hanno affrontato il rapporto tra gioventù e l’uso di sostanza stupefacenti.  Dalla letteratura ai prodotti cinematografici. Basti pensare ai romanzi e all’impatto sul piano dell’immaginario collettivo che hanno avuto libri come “I ragazzi dello Zoo di Berlino”, arrivando anche a romanzi più recenti come “Mr Nice”. O, come dicevamo, sul piano cinematografico come non ricordare “Pulp Fiction” fino ad arrivare al recentissimo “Cocaine” del 2018.

Tra le produzioni culturali quella che influenza di più le mode giovanili è sicuramente la musica. La musica sin dagli anni 70 ha spesso inneggiato all’uso di sostanze stupefacenti, anche perché i grandissimi artisti di quel tempo erano personaggi legati a vicende di tossicodipendenza. La musica quindi ha veicolato, non sempre ovviamente, ma in qualche suo rappresentante, dei messaggi che inneggiavano all’uso di sostanze all’interno anche di una dimensione ludica, spensierata di gioia e di brio. Pensiamo ad esempio al brano “Maria Salvador” che esalta l’uso della marijuana e che in qualche modo riprende un pezzo molto famoso “Ohi Maria” degli anni 90.

Ma gli adolescenti di oggi sono fortemente influenzati da un altro genere musicale emergente e di larga diffusione che è la musica trap.  La musica trap, facendo una piccola ricerca, nasce in America all’interno delle Trap House di Atlanta che erano proprio delle case di spaccio. Infatti, in origine, raccontava le vicende dei ragazzi di periferia o comunque dei sobborghi che vivevano di espedienti o di microcriminalità. Raccontando quindi storie di sofferenza e di riscatto fino all’arrivo al successo e al potere economico. Tutti abbiamo seguito le polemiche attorno a cantanti come Achille Lauro per la sua canzone “Roll Royce” del festiva di Sanremo di un paio di anni fa, da alcuni considerata una canzone che inneggia l’uso dell’ecstasy.

Questo testo è estratto dal nostro video-corso FAD" Fuori dal tunnel. Nuove e vecchie droghe: conoscere per prevenire" e ha come scopo quello di informare e permette di approfondire tematiche legate al corso.

Estratto dalla video lezione della dott.ssa: Maria Pia Fontana

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