Sistemi di sorveglianza / Epidemiologia e prevenzione dell'influenza - Parte 1

Oggi parleremo insieme dei sistemi di sorveglianza e dell'epidemiologia e prevenzione dell'influenza. Prima di iniziare, è molto importante chiarire quella che è la definizione della sorveglianza epidemiologica. Noi sappiamo che, la sorveglianza è l'osservazione continua della distribuzione, dell'andamento, dell’incidenza di una malattia in una popolazione ben definita, che viene effettuata attraverso la raccolta sistematica, l'analisi e la valutazione dei dati di morbosità, di mortalità e di altri dati rilevanti della popolazione.

La sorveglianza epidemiologica si compone anche da una componente importantissima che è quella relativa alla divulgazione delle informazioni, quindi al ritorno delle informazioni a tutti coloro che hanno contribuito al sistema stesso e a tutti coloro che devono essere necessariamente a conoscenza. Noi sappiamo perfettamente che grandi gruppi industriali, come per esempio può essere McDonald's, che è molto importante, sa perfettamente quanti hamburger vengono venduti ogni anno, ogni minuto, all'interno della sua struttura. Così come per esempio, un gruppo grande come General Motors, sappiamo che ha venduto circa due milioni e mezzo di automobili nel mondo. Ma nessuno sa esattamente quanti casi di morbillo vengono diagnosticati ogni anno in Italia, o quanti decessi per abuso di droga e di alcol si hanno. Quelle che abbiamo molto spesso sono delle stime, perché purtroppo è molto difficile contare questi numeri in quanto si fa riferimento a personale sanitario che deve raccoglierlo e deve inserirlo e poi analizzarlo e diffonderlo. 

Cerchiamo di dare un quadro più preciso, cioè esiste il sistema sanitario nazionale che ha a cuore la cura del paziente. Quindi esistono i medici, gli operatori sanitari che vedono i pazienti che possono avere delle malattie. Quindi questi medici raccolgono dei dati su queste malattie, questi dati poi entrano a far parte del circuito della sorveglianza. La sorveglianza e questi dati di sorveglianza arrivano all'autorità sanitaria, che sono degli operatori sanitari sempre medici, infermieri, assistenti sanitari, che ricevono questi dati e li trasformano in informazioni che sono molto importanti per decidere quale intervento, dove focalizzare, come prioritizzare interventi che noi andremo a fare. 

Questi interventi servono per controllare quelle malattie, ecco perché , poi è fondamentale agire per il controllo, per far tornare poi l'informazione ai dati che vengono a loro volta raccolti, attraverso i quali possiamo vedere se quella malattia, piuttosto che quel fattore di rischio, sia ridotta nella popolazione che noi stiamo sorvegliando. Quindi, anche per valutare quelle che sono le azioni di controllo che il Ministero della Salute piuttosto che i decisori politici mettono in atto. 

Chiaramente la sorveglianza in se, si avvale delle statistiche sanitarie, solitamente queste statistiche vengono effettuate ad intervalli di almeno due anni, e ci danno quelli che sono le informazioni su i trend, gli andamenti, quello che si verifica. Questo dà luogo a delle decisioni che si trasformano e si tramutano in politiche sanitarie, che che rappresentano posizioni che andranno ad intervenire su quelle che sono le malattie su cui noi vogliamo agire o i fattori rischio su cui noi vogliamo agire. Politica sanitaria è rappresentata anche dall'obbligatorietà delle cinture di sicurezza in auto per ridurre gli incidenti stradali, cioè sono tutto ciò che può ridurre l'impatto in termini di salute nella popolazione generale.

Perché noi sorvegliamo una malattia? perché e come decidiamo quale malattia porre sotto sorveglianza? Ci sono una serie di domande che noi ci dobbiamo porre prima di decidere se una malattia è importante che sia sotto sorveglianza o meno. Prima di tutto dobbiamo capire se è un problema rilevante di sanità pubblica.  

Quindi quali sono i numeri? che cosa noi andiamo a sorvegliare in termini di impatto? L’altro aspetto molto importante è, capire se si può effettuare un intervento per ridurre l'incidenza o ridurre la mortalità di quella malattia, è molto importante poi chiedersi se i dati che vogliamo andare a rilevare, a raccogliere sono disponibili, soprattutto se sono facilmente disponibile, l'operatore sanitario non deve avere un aggravio del lavoro per la raccolta dei dati e se vale la pena, in termini di risorse finanziarie, ma soprattutto di risorse umane, in un momento in cui siamo anche di fronte ad una crisi generale. Vediamo l'aspetto di rilevanza di sanità pubblica, come decidiamo se un evento ha una rilevanza di sanità pubblica? sicuramente dobbiamo andare a guardare se il numero dei casi di quella malattia, è un numero importante in termini sia di incidenza, quindi di nuovi casi di malattia che si verificano la popolazione, e sia di prevalenza, cioè del totale dei casi.  

Quindi sia di quelli più vecchi che di quelli nuovi che si verificano. Un aspetto ancora molto importante è quello relativo al numero totale dei decessi, che ci fa dire se quella patologia è rilevante. Un altro aspetto molto importante per capire se quella malattia è rilevante o meno in termini sanità pubblica e la letalità, cioè l'indicatore di gravità, è il numero di decessi sul totale dei soggetti malati. Poi c'è la mortalità prematura, cioè quanti sono gli anni di vita potenzialmente persi a seguito della malattia, contraendo quella malattia, ma soprattutto la disponibilità di un trattamento preventivo, quindi di un intervento che noi possiamo andare a mettere in atto nella popolazione per ridurre il numero di casi.

Per esempio, noi sappiamo che i traumi da incidente stradale hanno un'elevata incidenza e mortalità, sappiamo che hanno un'elevata mortalità prematura, perché in termini di anni di vita persi è chiaro che gli incidenti stradali, vedono il decesso soprattutto nei soggetti giovani- adulti e di conseguenza è chiaro che gli anni di vita persi che andremo a calcolare saranno molto importanti.

L'altro aspetto molto importante è il trattamento preventivo, che in questo caso è legato all'utilizzo delle cinture di sicurezza, all'utilizzo dei limiti di velocità, cioè sono una serie di trattamenti preventivi dei quali più o meno conosciamo l'efficacia, ma ce ne vogliono diversi, tanti tutti insieme. Per quanto riguarda il morbillo, che è un altro problema di rilevanza importante, rilevante in sanità pubblica, noi sappiamo che esiste per il morbillo un'elevata incidenza, sappiamo che la malattia può evolvere in forme anche gravi, è possibile che si verifichino degli eventi epidemici, ed esiste un trattamento preventivo di comprovata efficacia, che è rappresentato dalla vaccinazione. 

Per la difterite, la rilevanza è di sanità pubblica, perché è vero che ha una bassa incidenza, i casi difterite sono molto rari nella popolazione oggi, anche grazie alla vaccinazione, ma sappiamo che chi la contrae, ha un elevato rischio di letalità, andando incontro potenzialmente al decesso. E' una malattia che potrebbe riemergere a causa della riduzione delle coperture vaccinali, è presente comunque un trattamento preventivo di comprovata efficacia che è rappresentato dalla vaccinazione. Quindi, questi sono tre esempi che però possono essere molto importanti.

Dunque, quando pensiamo agli elementi della sorveglianza, e quando ragioniamo sull'aspetto legato alla raccolta del dato, noi possiamo, non soltanto raccogliere il dato in termini: “il soggetto ha la malattia-non ha la malattia”, ma la sorveglianza si può comporre anche di altri aspetti, come per esempio non raccogliere la malattia come morbillo, difterite, cioè dove noi siamo sicuri della diagnosi, ma raccogliere un una sindrome come per esempio la policistosi ovarica, oppure per esempio vogliamo identificare dei casi di epatite virale e allora, andremo a cercare soggetti che presentano l'ittero o piuttosto, vogliamo andare ad identificare i soggetti che hanno una sindrome influenzale, e a quel punto andremo a cercare soggetti che presentano febbre, tosse, dolori articolari, mal di testa eccetera. Cioè andremo a cercare un correlato di sintomi. 

 

Questo testo è estratto dal nostro video-corso Fad ECM Vaccini 2.0: Il libro bianco , ha come scopo quello di informare e permette di approfondire tematiche legate al corso.

Estratto della lezione della dott.ssa: Caterina RIZZO

Caterina RIZZO
Ricercatore
Dipartimento Malattie Infettive, ISS Roma
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