Sessualità, transessualità e Servizio Sociale: la dimensione etica della differenza come valore professionale

Buongiorno, sono Roberta Teresa di Rosa, insegno Servizio Sociale e Modelli e Competenze Interculturali, oltre che Sociologia dell'Immigrazione, presso l'Università di Palermo nel Corso di Laurea di Servizio sociale.

Insieme ai colleghi abbiamo svolto diverse ricerche sul Servizio Sociale come disciplina, come campo di nuovo studio di approfondimento scientifico; ed in particolare, oggi sono qui per condividere con voi le riflessioni relative alla dimensione del genere; della sessualità e del Servizio Sociale, quindi con tutte le implicazioni che questi temi hanno nei confronti dell'etica; della professione; e anche dello spazio che all'interno della professione viene dato alla differenza, proprio perché, lo rivedremo poi meglio dopo, ma lo accenno soltanto adesso: la differenza di per se ha un valore; l'ascolto, lo spazio, la differenza sono tra i valori fondanti anche della nostra disciplina.

Per cominciare l'argomento, possiamo partire dalla frase della nostra Costituzione: “...senza distinzione di sesso”. Oltre che nella nostraCostituzione, è l'articolo 8  del Codice Deontologico del Servizio Socialeche già specifica che: “L'Assistente Sociale svolge la propria azione professionale senza discriminazione di età; di sesso; di stato civile; di etnia; di nazionalità; di religione; di condizione sociale; di ideologia politica; di minoranza psicofisica; o di qualsiasi altra differenza che caratterizzi le persone”. Questo perché, fin dalle sue origini,il Servizio Sociale si caratterizza proprio per il proporre un attenzione a tutte le differenze come approccio esclusivamente inclusivo, proprio perché si fonda sul riconoscimento; sulla tutela del valore della dignità e dell’unicità di tutte le persone; di conseguenza, nel rispetto delle loro diversità. Questo rispetto viene ancora più mostrato, diventa ancora più evidente quando noi parliamo diuna caratteristica specifica del Servizio Sociale, cioè lapersonalizzazione delle cure.Proprio perché noi riconosciamo ogni persona come unica e portatrice di sua specificità che deve essere accolta, ascoltata, accompagnata, tutelata, nel corso del processo di aiuto,è chiaro che l'attenzione,l'accoglienza di tutte le differenze di cui la persona è portatrice è un elemento essenziale ed imprescindibile.Significa anche che in tutti casi, le persone, al di là delle loro specificità, o anche proprio in considerazione delle loro specificità, devono essere accolte in un modo tale da metterle in condizione di partecipare al loro processo di attivazione; cioè non è qualcosa che appunto si può semplicemente proiettare sull'utente, ma appunto l'utente deve essere conosciuto talmente bene nelle sue caratteristiche specifiche da poter essere attivato nel modo migliore, più adatto, e più rispettoso della sua specificità.Altrettanto è importante che ci sia un riconoscimento ed un'attivazione delle specificità dell'ambiente, lo vedremo meglio in seguito, ma già lo accenno adesso: dell'ambiente in cui il soggetto è inserito; e quindi questa unicità, questa attenzione a ogni singolo aspetto e differenza riguarda anche un'attenzione specifica rispetto alla comunità,che anche questa deve essere supportata, cioè la comunità del quale il soggetto è inserito, deve essere supportata per diventare competente e capace di offrire sostegno a tutti i soggetti che in esso vivono.

Oggi in particolare faremo delle riflessioni che riguardano alcuni aspetti di questa personalizzazione,cioè gli aspetti piùlegati al tipo di servizio sociale adatto a tutti gli elementi che attengono al genere. Esamineremo il genere, sia riguardo all'Assistente Sociale, al Professionista Sociale; sia come caratteristica dell'utenza, in particolare della comunità e dei singoli utenti del mondo lgbt, proprio perché pensiamo che il Servizio Sociale possa avere un ruolo importante anche nello sviluppo di buone prassi proprio per la relazione d'aiuto nei confronti di questo tipo di popolazione.Non ci sono molte esperienze, ancora non ci sono buone prassi radicate in tutti i paesi in cui il social work è attivo, ne troviamo traccia in alcuni paesi che magari hanno già avviato dei processi di riflessione scientifica del processo di ricerca, e anche dei processi di sviluppo di modelli e tecniche per questo tipo di utenza; vediamo come però anchein Italia, già dal 2014, il Consiglio Nazionale dell'Ordine si è attivato, ha preso posizione; ha cominciato a partecipare, per es.:con dei comunicati stampa; con i patrocini, ad iniziative; a degli eventi; ai Pride; e quindi sempre più si stanno diffondendo seminari ed eventi formativi sul tema. Questo in parallelo ha consentito anche agli studiosi, agli accademici, agli Assistenti Sociali che lavoravano all'interno delle Università, di proporre all'interno di quel contesto, anche delle formazioni, anche a livello seminariale, o addirittura delle discipline all'interno dei corsi di studi, che si occupassero proprio di genere e di studi di genere.

Il tema del genere rispetto al Servizio Sociale può essere o no esplorato da diversi punti di vista, e questo dà l'idea dell'ampiezza, delle considerazioni che si possono trarre proprio sull'argomento. Innanzitutto possiamo dire che bisogna prendere consapevolezza delle dinamiche di genere all'interno della professione, perché non soltanto l'utenza è sessuata come vediamo adesso, ma anche i Professionisti lo sono, ed una riflessione su questo aspetto aiuta poi a sviluppare una maggiore sensibilità rispetto alle differenze, oppure alle caratteristiche altrui.

Successivamente alla consapevolezza di questo impatto all'interno della professione, possiamo vedere anche come sia necessaria un'attenzione nuova nei confronti dell'utenza, che per rispetto di quella unicità, di quella specificità di cui parlavamo prima, è importante che sia colta anche nel suo essere utenza sessuale, cioè con un occhio attento alle definizioni e ai bisogni di genere che questa utenza propone. Arrivare a questo tipo di consapevolezza, sia all'interno: quindi nei confronti dei professionisti; che all'esterno: nei confronti dell'utenza, ci porta anche a vedere un terzo livello di sviluppo del Servizio Sociale in questo settore: cioè quello che è rivolto nei confronti della società, che è rivolto ad un livello di intervento che non è più legato allo specifico caso concreto con cui si viene in contatto, ma è legato invece al cambiamento che si vuole proporre, proprio come il codice stesso dell'Assistente Sociale propone: “...anche nei confronti della società, non soltanto nei confronti dell'utenza o del contesto all'interno del quale sono inseriti”.Quindi questo lavoro sulla società ha come fine quello disviluppare iniziative; percorsi; azioni di promozione dell'uguaglianza e di prevenzione delle descrizioni.

Si potrebbe fare unariflessione anche rispetto alla funzione del Servizio Sociale, al ruolo specifico del Servizio Sociale, in risposta alla violenza di genere.Ci sposterebbe però verso un'altra direzione eoggi lo possiamo trattare solo marginalmente, lo possiamo soltanto accennare.

Quello su cui invece mi vorrei concentrare a conclusione di questo nostro discorso, è invece il tema della formazione.

La formazione che l'Assistente Sociale deve avere per poter rispondere in modo adeguato a questa specificità che come abbiamo detto prima deve sapere cogliere. Cominciamo dalla consapevolezza dell'impatto delle dinamiche di genere nella professione. Quando noi pensiamo all'Assistente Sociale, quando abbiamo fatto ricerca sul Servizio Sociale, in Italia in particolare, perchè lo abbiamo incrociato con le altre ricerche sul Servizio Sociale in altre nazioni del mondo; ci siamo accorti che in effetti viene ancora prevalentemente, anche se non unicamente per fortuna definita come una professione più afferente al mondo femminile;o comunque come una competenza; un'abilità; un mondo, più legato a quella sfera relazionale che nella nostra società ancora viene in buona parte riconosciuta tipica del mondo femminile.

Questo testo è estratto dal nostro video-corso FAD Servizio Sociale: approcci di genere, sessualità, transessualità ha come scopo quello di informare e permette di approfondire tematiche legate al corso.

Estratto dalla video lezione della dott.ssa: Roberta DI ROSA

Roberta DI ROSA
Prof.aggregato di Servizio Sociale
Università di Palermo
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