Microbiota, probiotici e prebiotici

Sono Annalisa Silenzi, sono una Dietista-Nutrizionista e la mia attività lavorativa si divide in due ambiti: un'attività da libero professionista, e quindi prettamente clinica, e un'attività di ricerca. Infatti oltre al mio studio clinico, sto seguendo dei progetti di ricerca all'Istituto Superiore di Sanità nell'unità Nutrizione e Stili di Vita del Centro di Riferimento per la Medicina di Genere.

Ringrazio gli organizzatori per questo corso in cui mi hanno dato l'onere di parlare della relazione tra il microbiota e i prebiotici e probiotici. La modulazione del microbiota intestinale è forse ad oggi una delle sfide più interessanti che la ricerca medica si sta ponendo, e la modulazione classicamente può essere divisa in due modalità: una modalità prettamente indiretta, caratterizza da meccanismi fisiologici come la secrezione gastrica o le secrezioni pancreatiche biliari intestinali e la motilità intestinale e meccanismi diciamo fisiologici molto simili, e una modalità invece più diretta che vede come protagonisti l'utilizzo di composti a specificità, diversi gradi di specificità come probiotici e probiotici che sono proprio il target della la lezione di oggi. 

E’ interessante avere una una conoscenza 360° sull'argomento poichè ci permette di fare delle scelte più consapevoli su come utilizzare queste sostanze, quando utilizzarle, quando effettivamente possono apportare dei benefici, e in quali casi magari possono apportare dei miglioramenti laddove si è già instaurata una condizione patologica. Ho suddiviso questa lezione in diversi punti: vedremo cosa sono i probiotici e prebiotici dando una definizione sia normativa che funzionale, vedremo quali sono i meccanismi di azione di tali sostanze, come a volte possono essere integrati in combinazione per una strategia migliore e più efficace, vedremo il concetto di postbiotico, come effettivamente la fermentazione di composti come probiotici e prebiotici può creare dei nuovi composti che vanno direttamente a modulare il microbiota intestinale, vedremo il concetto di microbiota intestinale che è il punto cardine di questo corso, vedremo come effettivamente ci può essere una modulazione da parte di probiotici e prebiotici, e quindi quali sono gli effetti di queste sostanze, vedremo le evidenze scientifiche più accurate, quelle in realtà dove ci sono più dati, perché ci sono tantissimi studi in merito a probiotici e prebiotici, e vedremo in conclusione, nella parte conclusiva, come la dieta e la nutrizione possano giocare un ruolo fondamentale proprio nella modulazione del microbiota intestinale, non tanto come argomento in generale ma relativo a probiotici e prebiotici, cioè vedremo come composti e ingredienti che noi introduciamo quotidianamente con la nostra dieta, in realtà possono avere un'attività probiotica e prebiotica. 

Iniziamo definendo cosa sono i probiotici. I probiotici, secondo una definizione data dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, sono microrganismi che se somministrati in quantità adeguate, conferiscono benefici all'ospite. Quindi i probiotici sono microrganismi che vanno ad ottimizzare delle caratteristiche benefiche del microbiota intestinale, quindi della microflora intestinale.Sono potenzialmente probiotici sia i batteri che i lieviti, una delle caratteristiche che devono avere è quella di andare ad agire a livello della microflora intestinale senza però creare un'alterazione permanente. L'aggiunta di microrganismi ad attività probiotica avviene sia negli alimenti, troviamo alimenti addizionati di probiotici, e quindi i famosi funziona functional food, oppure all'interno di integratori che vedremo poi successivamente. L'aggiunta deliberata di microrganismi selezionati è una pratica che ormai è in voga da molto tempo, si possono addizionare batteri lattici, i più comuni sono Bifidobatteri e Lattobacilli che vengono utilizzati come componenti delle colture starter per la produzione di una grande varietà di alimenti fermentati come per esempio i derivati del latte, della carne, vegetali, prodotti da forno, insilati e molti altri. Vengono poi utilizzati anche lieviti, muffe e propionibatteri che vanno ad agire nell'alimento andando ad alterare, in modo volontario, una delle caratteristiche per apportare delle migliorie al prodotto per così dire.

Abbiamo detto che i probiotici o microrganismi ad attività probiotica, possono essere aggiunti anche agli integratori che è un campo che ormai si sta espandendo moltissimo e che sono sostanze che vengono sempre più utilizzate. I primi prodotti utilizzati contenevano: Saccaromyces cerevisiae, Streptococcus thermophilus e Lactobacillus bulgaricus in associazione con dei nutrienti. Questo perché era necessario avere una valenza nutrizionale, in quanto, principalmente questi nutrienti erano vitamine del gruppo B, in quanto questi prodotti finali dovevano andare a finire all'interno di una sezione di prodotti dietetici, per cui si creò appunto una sezione e vennero definiti integratori dietetici biologico-vitaminici.

In seguito l'impiego del termine biologico fu sostituito da quello di probiotico in quanto andò anche in contrasto con l'agricoltura biologica, e quindi con i prodotti che da essa derivavano; è nel 2002, grazie alla Direttiva Comunitaria, che il probiotico venne riconosciuto come integratore vero e proprio, in quanto furono aggiunti tutte quelle sostanze concentrate che avevano un effetto fisiologico, per cui il probiotico rientrò in questa definizione. Gli integratori alimentari a base di probiotici rispondono a dei criteri di ben definite linee guida che sono state elaborate dal nostro Ministero della Salute dove ci sono delle indicazioni per l'uso di microrganismi ad attività probiotica sia negli alimenti che negli integratori.  

In questo documento vengono delineate tante caratteristiche del probiotico e vengono appunto chiariti tutti gli aspetti che possono interessare. Quali devono essere le proprietà di un microrganismo per essere definito probiotico? Devono essere utilizzati per integrare la microflora intestinale nell'uomo, devono essere sicuri per l'impiego nell'essere umano, cioè significa che l'introduzione di microrganismi o di alimenti e integratori contenenti microrganismi a base di probiotici, non deve apportare nessun pericolo per la salute dell'uomo, sia dal punto di vista di complicanze e pericoli di tossicità, sia dal punto di vista anche dell'antibiotico resistenza che infatti è un'altra delle proprietà che i probiotici devono avere, cioè non devono essere portatori antibiotico resistenza acquisita e/o trasmissibile. I criteri di sicurezza sono stati elaborati da EFSA, ovvero dall'Autorità Garante per la Sicurezza Alimentare a livello europeo. In ultimo devono essere attivi a livello intestinale in quantità tale da potersi moltiplicare nell'intestino. Questa è una proprietà molto importante perché spesso molti prodotti, sia integratori che i prodotti alimentari che contengono microrganismi, possono non avere una quantità sufficiente affinché ci sia il beneficio del probiotico stesso. L'identificazione della specie e del ceppo avviene attraverso delle metodiche molecolari ben precise, l'identificazione della specie può essere eseguita tramite sequenziamento del DNA codificante per rRNA ribosomiale 16s o per ibridazione degli acidi nucleici.

 

Questo testo è estratto dal nostro video-corso ECM Fad Microbiota: dalla nutrizione molecolare alla genomica nutrizionale, ha come scopo quello di informare e permette di approfondire tematiche legate al corso.

Estratto della lezione del dott.ssa: Annalisa SILENZI

Annalisa SILENZI
Dietista - Nutrizionista - Specialista in scienze dell'alimentazione e nutrizione umana
Istituto Superiore di Sanità, Roma
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