Medicina delle migrazioni: dal pregiudizio alla responsabilità

Sono Salvatore Geraci, lavoro nel campo della Salute degli immigrati ormai da quasi 30 anni, lavoro con la Caritas di Roma che ha un ambulatorio per gli immigrati senza permesso di soggiorno, ma da diversi anni da diversi anni, lavoro in ambito anche di una rete nazionale che è la Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, ma di questo ne parleremo strada facendo.

Come vedete, il titolo della mia relazione segna un percorso: “Dal pregiudizio alla responsabilità nell'ambito della medicina delle migrazioni”. 

In realtà io ho voluto aggiungere un sottotitolo più esplicativo, quello che faremo in questo periodo è una narrazione di un percorso sulla salute degli immigrati partendo in particolare da un diritto che prima non c'era e che progressivamente è emerso, ma anche nell'ottica della sanità pubblica, con alcune storie e alcuni volti che ci raccontano, in alcuni casi con drammaticità, quello che è successo in questi anni. Tutto quello che vi dirò: dati, norme, varie considerazioni, le potete trovare su alcuni siti, quindi vi do delle fonti per iniziare. Il primo sito è quello della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, (www.simmweb.it) è un sito molto semplice dove però sono presenti piccole notizie che in questi anni dicono com'è andata la storia della della salute degli immigrati, citando studi, ricerche, enorme e così via. Un altro sito che secondo me è molto interessante è www.saluteinternazionale.info, esso non è un sito dedicato ai temi della salute degli immigrati, ma ha una sezione su questo tema e anche qui trovate dei post veramente legati all'attualità e che commentano alcuni fatti, avvenimenti, considerando la salute in senso globale e quindi non strettamente temi clinici, epidemiologici, assistenziali, ma anche temi di fondo che vanno a condizionare la vita degli immigrati e quindi la loro salute.

Infine, c'è un'altra fonte, può essere sicuramente una fonte più istituzionale, ed é quella del settore di Epidemiologia dell'Istituto Superiore della Sanità che da alcuni anni ha creato proprio uno spazio dedicato alla salute degli immigrati, qui trovate chiaramente delle ricerche epidemiologiche, degli studi di settore e altre situazioni specifiche; ho voluto aggiungere inoltre, il sito di un rapporto che ogni anno viene fatto, un rapporto organizzato da diverse organizzazioni, da diversi studiosi, da diverse Università, fa capo all'Università Cattolica del Sacro Cuore, però appunto è fatto in collaborazione con tante organizzazioni tra cui anche la Società italiana di Medicina delle Migrazioni, in questo rapporto che va a studiare una serie di indicatori sui processi di salute, percorsi di salute nelle varie regioni italiane, c'è un capitolo ormai da 10 anni dedicato alla salute degli immigrati, quindi su questo documento trovate veramente di studi più aggiornati dal punto di vista epidemiologico sulla salute degli immigrati. Questo può essere utile per rafforzare le tesi che vi dirò adesso, la storia che vi racconterò, ma anche per capire bene dove sta andando l'intera organizzazione per quanto riguarda la salute degli immigrati. 

Cominciamo la nostra storia: questo nella slide è l'andamento della presenza degli immigrati dal 1986 ad oggi; ho messo 1986 perché è l'anno in cui io ho iniziato a lavorare sugli immigrati, scherzo ovviamente! L'ho messo perché nel 1986 è stata promulgata la prima legge specifica sull'immigrazione in Italia. Come sapete,l'immigrazione italiana ha una storia non particolarmente antica, noi per tanti anni siamo stati un paese di emigrazione piuttosto che di immigrazione.L'immigrazione in Italia inizia nel 1973 quando il numero degli immigrati ha superato il numero di emigrati, l'Italia fino a quel punto era sostanzialmente un paese di emigrazione, pensiamo alle famose migrazioni transoceaniche all'inizio del secolo e poi tutte le migrazioni nel secondo dopoguerra all'interno dell'Europa, e anche le migrazioni interne italiane, dal sud verso il nord. Per la prima volta dunque il numero di immigrati ha superato numero di emigrati proprio nel 1973, in realtà erano soprattutto italiani che tornavano in Italia dopo la crisi che aveva sconvolto gli equilibri mondiali . Il 1973 per chi se lo ricorda, chi ha la mia età sicuramente se lo ricorderà, fu l'anno dell'austerity, l'anno in cui le domeniche si andava a piedi, non perché c'era un problema tipo ecologico ma perché mancavano i soldi per comprare il gasolio, la benzina. Quell'anno effettivamente sconvolse tutti gli equilibri a livello mondiale, i paesi che fino a quel momento erano paesi di emigrazione diventano anch'essi paesi d'immigrazione, (Italia, Spagna, Grecia) e da lì inizia la storia dell'immigrazione in Italia, e noi abbiamo perso molto tempo prima di capire che l'immigrazione sarebbe stato un evento in qualche modo epocale, che ci avrebbe condizionato, sia dal punto di vista sociale che dal punto di vista economico. 

La prima legge è del 1986 e poi man mano, ecco potete vedere qui nella slide come la curva degli immigrati effettivamente sale lentamente per poi rallentare negli ultimi anni, chiaramente sono gli anni della crisi, ma non era di questo che volevo parlarvi, voglio parlarvi del diritto all'assistenza sanitaria. Possiamo dire chec'è un anno cruciale in cui cambiano le cose, ed è il 1995, fino al 1995 per gli immigrati, si parla di un diritto nascosto, negato, lo vedremo poi nel dettaglio; dal 1995 qualcosa cambia, il diritto comunque emerge e progressivamente si consolida, ma non è stata una storia semplice perché anche l'emersione del diritto è stato condizionato da una serie di pregiudizi, da una serie di considerazioni sbagliate sull'immigrazione, (da qui prende spunto il titolo “Dal pregiudizio alla responsabilità”) e tutto questo ha condizionato pesantemente, all'inizio, per sbloccare il diritto, ma anche nel tempo, tanto è vero che ho voluto indicare in questo percorso, dei momenti positivi del percorso dell'emersione del diritto che sono chiaramente quelli che ho colorato in verde, e invece degli altri momenti negativi che ho colorato in rosso. In questa narrazione, quindi faremo quasi trent'anni di racconto, ci sono momenti che voglio in qualche modo stressare, e sono: 1990, il 1995, il periodo che va dal 2001 al 2007, il periodo che va dal 2008 al 2011, e poi arriveremo ad oggi. È veramente un percorso, che ho voluto semplificare, del pregiudizio alla responsabilità.

Comincio con una storia che in realtà si svolge prima dell'inizio della narrazione, cioè prima del 1990. Siamo nel 1985, il Corriere della Sera afferma questa notizia che ha avuto un suo scalpore per il tempo: una signora filippina di 42 anni con un marito e due figli, era in Italia presente da 4 anni per lavorare come domestica, come colf per sostenere i propri famiglia che sono rimasti nel loro paese. Ad un certo punto muore, la notizia chiaramente fu come un fulmine a ciel sereno perché morì per un'ulcera complicata. Allora, oggi le ulcere si trattano in maniera abbastanza semplice con dei farmaci che si prendono oralmente, è difficile oggi trovare complicanze di questo genere , in passato invece no, si trattavano soprattutto quelle gastriche, andavano operate, c'era un percorso abbastanza complesso anche dal punto di vista assistenziale. Lei sapeva di avere questa ulcera ma non andò mai in ospedale fin quando non arriva la complicazione, l'emorragia e muore. Il motivo per cui lei non andava in ospedale fu la paura di essere espulsa, rimandata a casa e quindi diciamo fu messo in discussione quel progetto migratorio che lei aveva creato, perché quei soldi che guadagnava in Italia sostenevano l'intera famiglia e permetteva ai figli una prospettiva di vita maggiore.

Questa notizia fece abbastanza scalpore in quel periodo ed è stata forse il là perché si attivasse un percorso legislativo che portò nel 1986 la prima legge sull'immigrazione, non è un caso che la prima legge sull'immigrazione, la legge Foschi, ha come relatore un medico, un neuropsichiatra che chiaramente questa notizia la lesse, la commentò e fu creata questa norma che non tanto affrontava il tema della salute degli immigrati, quanto il tema di rendere gli immigrati lavoratori con gli stessi diritti degli altri lavoratori, in qualche modo si sblocca un tabù che era quello che l'immigrazione non interessava all'Italia, e quindi l'Italia invece doveva cominciare a interessarsi al fenomeno dell'immigrazione.

 

Questo testo è estratto dal nostro video-corso Fad Migrazioni, Servizio Sociale, Benessere, ha come scopo quello di informare e permette di approfondire tematiche legate al corso.

Estratto della lezione del dott.: Salvatore GERACI

Salvatore Geraci
Past President
Società Italiana di Medicina delle Migrazioni
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