Le meningiti in Italia - Parte 2

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Alla protezione più completa mancherebbe, perlomeno fino a quando i bambini che si sono cominciati a vaccinare il 2017 arriveranno all'adolescenza, anche l'anti-meningococco B. L'adolescenza è un momento importante, insieme a quello della prima infanzia, per questo tipo di infezione. Si sta parlando della possibile introduzione di questo vaccino, per un periodo momentaneo (finché i bambini, che hanno ricevuto la vaccinazione nel primo anno di vita, cresceranno). I maggiori rischi di portatori e malattia negli adolescenti e giovani adulti è il risultato di comportamenti sociali , che facilitano la trasmissione. È su questa fascia d'età, insieme a quella infantile, che si devono concentrare i maggiori sforzi per quanto riguarda la prevenzione della meningite meningococcica.  Dopo questa parte introduttiva sull’argomento, parleremo degli aspetti epidemiologici e di prevenzione specifici.

Questa seconda parte riguarderà nello specifico gli aspetti epidemiologici della meningite in Italia e non solo con un focus particolare sulle vaccinazioni. Prima di focalizzarci su tali argomenti, bisogna introdurre il discorso andando ad analizzare brevemente la principale causa di meningite batterica, ossia il batterio neisseria meningitidis. Questo batterio è noto anche come meningococco, che sappiamo essere un batterio Gram- trasmesso da persona a persona tramite le goccioline di Flügge (tra il 5% e il 25% dei soggetti sani adulti nella popolazione generale, risulta essere portatore asintomatico di tale batterio). Andando quindi a focalizzarci sulla situazione epidemiologica italiana, ponendo una particolare attenzione anche su altri batteri che possono portare allo sviluppo della meningite (qualche esempio possono essere: lo Streptococcus Pneumoniae e l'Emofilus Influenzae). Per quanto riguarda i casi di meningococco nel 2020, notiamo una netta diminuzione rispetto al biennio precedente e volendo standardizzare l'incidenza per età, noteremo che solo nei neonati minori di un anno è aumentata, mentre è diminuita per quanto riguarda tutte le altre fasce di età. Il 40% circa dei casi, presenta un quadro clinico di meningite, seguita poi da sepsi o batteremia nel 35% circa dei casi e questi casi presentano una prevalenza del sierogruppo B. Nel 2019, tra le regioni con un maggior tasso di notifica della malattia invasiva da meningococco, possiamo notare come ci delle regioni appartenenti al centro nord d'Italia, con un particolare coinvolgimento anche della Sardegna.

Per quanto riguarda l'incidenza della malattia invasiva da pneumococco, quindi del batterio Streptococcus Pneumoniae,
nel 2020 è diminuita in tutte le fasce di età (risultando persino più che dimezzata nelle fasce d'età tra i 25-64 anni). Nel caso dello pneumococco, chiaramente il quadro clinico cambia rispetto al meningococco e in questo caso avremo maggiormente dei casi che si presentano con sepsi o batteremia e polmonite associata a sepsi o batteremia. Per quanto concerne i tassi di notifica dello pneumococco, questa volta risultano essere maggiori soprattutto nelle regioni del nord Italia, con un coinvolgimento anche del centro Italia.

Per quanto concerne invece un altro batterio, che potrebbe portare allo sviluppo di meningite, troviamo anche  l'Emofilus Influenzae. In questo caso, i tassi di notifica sono essere prevalenti nel nord Italia (sempre facendo riferimento al 2019) e l'incidenza è ugualmente in calo per tutte le fasce di età, con un quadro clinico di sepsi o batteremia che non sono necessariamente associati ad altri sintomi (potrebbero presentarsi insieme, o a un quadro molto simile al pneumococco o al meningococco). Dopo il focus sulla situazione epidemiologica esclusivamente italiana, passiamo ora e a vedere la situazione negli altri paesi del mondo. Possiamo notare come la malattia da meningococco di sierogruppo B, risoluti essere endemica in quasi tutti i paesi del mondo, fatta eccezione però dell'Africa. L'incidenza è variabile e dinamica nel tempo, in tutti i paesi del mondo e mi preme ricordarvi che il batterio nesseria meningitidis, presenta vari sierogruppi, tra cui A B C Y e W. Quest'ultimo ha una prevalenza estremamente ridotta in quasi tutti i paesi del mondo a eccezione del Taiwan e dell'Africa. Di fatto, come per l'Italia, il meningococco non è certamente l'unica causa  di meningite nel resto del mondo.  Infatti si hanno più di 10 tipi di meningite batterica diversi.
 

Questo testo è estratto dal nostro video-corso ECM FAD "Vaccini 2.0: il libro bianco. Le politiche vaccinali in Italia pre e post pandemia"  e ha come scopo quello di informare e permette di approfondire tematiche legate al corso.

Estratto della lezione del prof. Carlo SIGNORELLI -  e dott.ssa Sarah CATALDI

 

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