La presa in carico: valutazione multidimensionale e progetto individualizzato

Buongiorno, benvenuti, io mi chiamo Maurizio Motta e ho fatto l'Assistente Sociale; poi il Funzionario; poi il Dirigente del Servizio Sociale del Comune di Torino; parallelamente ho svolto attività didattica, e sono attualmente Docente di Politiche e Servizio Sociale a contratto, all'Università di Torino-corso di laurea triennale.

La lezione di oggi aveva come titolo formale: “La presa in carico: valutazione multidimensionale ed il progetto individualizzato”; però, per non essere troppo superficiale nel tempo che abbiamo (che è un'oretta circa), punterei in particolare al tema della valutazione del nucleo nel percorso per il Reddito di Cittadinanza.

C’è una particolare valutazione in un particolare percorso. Cioè la valutazione dei problemi dei nuclei familiari per poter poi impostare i progetti individuali che devono essere abbinati all’erogazione del reddito minimo. Anche se, nella trattazione che vi proporrò, la valutazione è un tema che riprenderemo sotto più punti di vista generalizzando questioni sulla valutazione anche al di fuori di questo specifico contesto della valutazione per il reddito minimo.La proposta che volevo fare è discutere di questo argomento della valutazione per l'appunto del nucleo, sotto due diversi profili. Un primo profilo sono le procedure e gli strumenti formali,e cioè:restando nel tema della valutazione del nucleo familiare, per poter accedere al reddito minimo nazionale, qual'è il processo della valutazione previsto dalla normativa, e che cosa cambia dal REI al RDC? Quali criteri e strumenti sono stati previsti? Oggi è il 25 marzo, a brevissimo sarà approvata in via definitiva la normativa sul Reddito di Cittadinanza, salvo sorprese dell'ultimo momento; è noto come sarà il meccanismo di accesso dell'utenza, della valutazione, quindi un ragionamento su cosa cambia tra sistema del Rei, che da dicembre 2017 è in atto in tutti i servizi sociali in Italia; e RdC, in cui le domande sono cominciate circa 15-20 giorni fa, è una riflessione che possiamo fare. “Procedure formali” significa anche: quali criteri e quali strumenti sono stati previsti concretamente nella normativa dell'apparato che ha costruito questo sistema del RdC, e quindi: la domanda a cui potremmo provare a rispondere è: che cosa posso usare come operatore di fronte a questo compito di valutare i nuclei familiari?C’è un secondo profilo che però volevo trattare nel mio intervento che riguarda: gli snodi operativi e professionali che gli operatori incontrano quando devono valutare. Diciamo “valutare sempre”, non solo nel contesto specifico del reddito minimo, ma una valutazione professionale che si fa in molte altre circostanze, occasioni, di fronte molti altri tipi di utenza, per molte altre prestazioni, e quindi ci sono questioni professionali e anche organizzative che interpretano gli operatori tutte le volte che devono valutare un utente, un nucleo famigliare. In particolare due tipi di snodi, un primo tipo: attenzione metodologiche. Come devo procedere? La domanda a cui possiamo provare a rispondere è questa, devo fare un processo valutativo, che passaggi devo fare? come procedere?

Un secondo profilo che è interessante discutere è: possibili errori cognitivi. Al di là degli strumenti che ho da usare, e al di là del metodo che sto usando, c'è qualche errore in cui possa incappare? le domande da farsi sono: come sto pensando? come sto applicando del mio modo di pensare, questi strumenti, queste metodologie?Proverei quindi a trattarequesti due profili articolandoli come ho provato a dire.

L’obiettivo di questa comunicazione è perciò duplice: da una parte fornire informazioni su procedure e strumenti, in particolare legati al contesto del reddito minimo, quindi Rei e oggi Reddito di Cittadinanza; e però un secondo profilo è: suggerire rischi; attenzioni; problemi; criticità; trappole che è bene che gli operatori non dimentichino quando fanno valutazione in questo contesto, o in qualunque altro contesto professionale, cioè spunti di riflessione anche per interrogarsi su questioni, sia organizzative, legate dunque al contesto in cui si lavora; alla dinamica tra operatori; ai rapporti tra servizi; che professionali: io operatore, di fronte all'utente, di fronte al nucleo familiare, con le mie competenze. Queste sono questioni che non possono essere risolte solo con ricette o con manuali; quale operatore che opera in una situazione di incertezza non vorrebbe affidarsi a qualche manuale; ad una procedura standardizzata, che mi dica come valutare? Ma, ahimé, nel lavoro sociale, ma anche non solo sociale, non è sempre così possibile, e quindi ci sono questioni che richiedono riflessività e pensiero critico, come ben sapete sono ingredienti inevitabili per chi opera nel sociale: interrogarsi sugli strumenti; interrogarsi criticamente su cosa stiamo facendo è un ingrediente da mettere dentro la professione, senza il quale ingrediente, ci si fida un po' troppo di manuali; ricette; tabelle; metodologie strutturate.

Veniamo al primo di questi profili che riguarda:Le procedure e gli strumenti formali per la valutazione nel percorso, in particolare: per il Reddito di cittadinanza. Un primo tema riguarda il percorso. Qual è il percorso del cittadino? E anche: in questo percorso, quando viene in ballo, viene in causa, la valutazione dei richiedenti? Un'annotazione che possiamo riprendere è che dal Rei al Reddito di Cittadinanza, il percorso, il processo per la valutazione dei richiedenti cambia, cambia il meccanismo; cambia l'itinerario del cittadino, e ci sono due passaggi che meritano di essere approfonditi e che adesso riprenderemoin questo cambiamento. Il percorso nel Rei, previsto dal Decreto che lo ha istituito, quindi dal dicembre 2017 in atto, era questo: tutti i richiedenti del Rei che vanno a chiedere presso un punto di accesso, vi ricordo che il punto di accesso del Rei era un luogo che ogni territorio; ogni ambito sociale, aveva identificato (il Comune; il Caf; un punto di accesso specifico; il Servizio Sociale); quindi: ogni territorio identificava i punti di accesso che dovevano fornire informazioni al cittadino; e anche fare una prima analisi preliminare: raccogliere la domanda per il Rei, analisi preliminare sui bisogni che quel nucleo familiare proponeva. Nel sistema del Rei che seguiva questo schema, dall'analisi preliminare derivava il secondo indirizzamento: in base a questa analisi, si poteva essere inviati ai centri per l'impiego quando il problema del nucleo familiare per il quale ha chiesto il Rei era esclusivamente legato a problemi lavorativi; oppure ai servizi sociali quando il problema non era esclusivamente legato a problemi lavorativi, ma non era complesso, più facilmente aggredibile con un piano dei servizi sociali;oppure invio ad un'equipe multidimensionale che faceva una valutazione multidimensionale quando il problema della prima analisi appariva complesso, per es.: una compresenza di problemi sanitari e sociali; per es.: la persona, ilnucleo era già incaricato a più servizi,quindi c’era bisogno di analisi più complesse, e fatte da qualsiasi soggetto, non esclusivamente appartenente ad un solo servizio, ma un equipe fatta da più professionisti che coinvolgeva quindi più operatori più servizi.Questo è lo schema del ReI. Va detto fin d'ora chiaramente che,nella messa in opera del Rei, questo schema è stato adattato in modo molto diverso nei territori: ci sono territori che hanno praticamente coinvolto subito un equipe multidimensionale saltando le fasi preliminari; e territori in cui invece, è stato complicato fare l'analisi preliminare, quindi è stata fatta dentro i servizi sociali, o dentro il centro per l'impiego,quindiforme molto diverse di messa in opera di questo schema, in base alle scelte che ogni ambito e ogni servizio locali ha costruito; anche le Regioni hanno fatto scelte differenti accentuando oppure no, un modello o altro modello.La differenza che voglio segnalare in questo momento è che, mentre in quel sistema del Rei, ancorché diversamente messo in opera, la logica era questa: si accedeva ai servizi sociali, oppure ai centri per l'impiego, in base ad una valutazione preliminare dei bisogni per tutti i nuclei; quindi tutti i nuclei che facevano la domanda per il Rei accendevano al punto di accesso, e quindi c’era la valutazione preliminare dei bisogni per tutti i nuclei; in base a questa valutazione si era poi indirizzati al centro per l'impiego; al servizio sociale; o all'equipe multidisciplinare per una valutazione più approfondita. Invece, nel modello di Reddito di Cittadinanza,la convocazione del nucleo al successivo passaggio dopo il punto di accesso, avviene soltanto in base a caratteristiche oggettive, come sapete nel rdc il punto di accesso è Poste Italiane; o un caf; oppure telematicamente l'invio della domanda, il sistema INPS verifica le condizioni per erogare la prestazione; in base a caratteristiche oggettive del nucleo, successivamente il nucleo viene convocato dal centro per l'impiego, o dal servizio sociale appunto, in base a caratteristiche oggettive. Cosa dice la normativa sul reddito di cittadinanza? Ricordo che siamo a pochissimi giorni prima dell'approvazione finale, quindi potrebbe esserci qualche piccolissime modifiche, ma lo schema potrebbe restare questo: una volta che la prestazione viene riconosciuta, dopo aver fatto la domanda per il Reddito di Cittadinanza, entro 30 giorni il richiedente viene convocato dal centro per l'impiego quando nel nucleo ci sono: o un disoccupato da non oltre 2 anni; o una persona con meno di 26 anni; o un beneficiario di Naspi, la nuova assicurazione per la disoccupazione; o un ex beneficiario da non oltre un anno; o qualcuno che ha sottoscritto negli ultimi due anni un patto di servizio con il centro per l'impiego in corso validità, quindi condizioni oggettive che potrebbero, da oggi a tre giorni, ricevere qualche piccola modifica, per esempio: nell'iter parlamentare si è discusso se modificare l'età dei 26 innalzandola, quindi vedremo poi dopo 3-4 giorni, quale sarà la normativa finale, ma lo schema resta identico: condizioni oggettive del nucleo: c'è almeno una persona con questa situazione, se è così, chi ha fatto domanda del Rei, viene convocato dal centro per l'impiego entro 30 giorni per redigere il patto per il lavoro. Se invece non c'è nessuno in questa situazione, ci sarà una convocazione da parte del Servizio Sociale.

Questo testo è estratto dal nostro video-corso Fad Dal reddito di Inclusione al Reddito di Cittadinanza ha come scopo quello di informare e permette di approfondire tematiche legate al corso.

Estratto dalla video lezione del dott.: Maurizio MOTTA

Maurizio MOTTA
Docente di Politiche e Servizi Sociali
Università di Torino
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