La presa in carico: implicazioni deontologiche e case management

Buongiorno, sono Valentina Farina, sono un'Assistente Sociale e oggi parleremo della povertà ed inclusione, e nello specifico, del Reddito di Cittadinanza.

Questo è un modulo che tratterà ciò che riguarda il percorso di presa in carico; quelle che sono le implicazioni per quanto concerne la deontologia professionale; i riflessi e gli spunti che la norma impone per quanto concerne il concetto persona; ma anche, per il professionista, ci addentreremo in un secondo momento, in quella che è l'importanza della progettazione,quindi il progetto personalizzato ed il patto di inclusione e socio-lavorativo;ma soprattutto quelli che sono gliimpegni del beneficiario del Reddito di Cittadinanza; e di quella che è l'importanza della comunità di recepire tale misura.

Il modulo è suddiviso in due parti: avremo una prima parte in cui andremo a trattare insieme quello che è il contesto e l'oggetto; andremo a specificare quello che è il rapporto con l'Istat, e quindi la strategia Europa del 2020; affronteremo insieme cos'è il Reddito di Cittadinanza, quindi a quali dei beneficiari si rivolge la prestazione; ma soprattutto, si farà un breve passaggio dalla prima misura attuativa, che è il Rei, il Reddito di Inclusione, per poi entrare nel Reddito di Cittadinanza; e quindi: a chi si rivolge; come si ottiene; cosa prevede; la definizione del patto di inclusione e quella socio-lavorativo; e poi, perché è importante la progettazione per i servizi, che include: la verifica, il monitoraggio della prestazione con il beneficiario.

Per quanto riguarda la seconda parte: entreremo a descrivere quelli che sono gli strumenti; i tempi; ma anche gli esiti. Si farà insieme quello che è un focus sull'impatto di questa norma; e ovviamente andremo poi a specificare la progettualità e quelli che sono gli esiti di questa misura sulla comunità professionale.

Per quanto concerne il contesto e l'oggetto, dal rapporto annuale Istat sulle condizioni di vita, per quanto concerne il reddito sulle intere fasce della popolazione, si intravede come la gran parte della popolazione sia fortemente esposta a rischio.Il tema della povertà difatti è stato spesso preso da principali testate, ma anche da gruppi politici, in quanto appunto si è cercato di comprendere con quali strumenti si possa agire ed impattare a contrastare il dato. Il dato per quanto concerne appunto il rischio di povertà e di esclusione sociale, riguarda il 28,6% delle persone che vivono in Italia. Per quanto riguarda gli indicatori e la consapevolezza della demografia, al primo gennaio di quest'anno, i residenti hanno avuto una sorta di incremento:il dato, per quanto concerne l'anno di riferimento del 2018, afferma come appunto vi sia stato unflusso per quanto concerne l'immigrazione, che ha modificato quella che è la popolazione (oltre 90mila in meno in un anno).

Per quanto concerne ildato sulla nascita,questo ha subito un forte incremento.Nello specifico vi mostrerò appunto laStrategia Europa 2020 e gli obiettivi. La Strategia è nello specifico, unProgramma dell'Unione Europea per la crescita e l'occupazione. Per quanto concerne il decennio, facendo appunto un accento sull'attuale contesto di riferimento,ci aspettiamo che l'economia sia in crescita, un tipo di crescita che debba essere intelligente; sostenibile; ed inclusiva. Un'economia globale che deve essere competitiva; produttiva, ma soprattutto in grado di favorire l'affermarsi di un'economia di mercato sociale e sostenibile. Gli obiettivi di questa strategia trattano: l'occupazione; i cambiamenti climatici e demografici; l'energia; l'istruzione; la povertà e l'inclusione. Quando parliamo di occupazione, ovviamente non possiamo trascurare il dato che attiene alla ricerca; allo sviluppo della formazione dei cittadini; come non possiamo neanche escludere che il concetto di istruzionedeve fare in modo che tenda aridurre quello che è l'abbandono scolastico, un abbandono scolastico che in questi ultimi anni, tende ad abbassarsi; quindinon ci troviamo più in presenza di studenti che abbandonano il percorso scolastico intorno al tredicesimo anno; ma questo tasso tende a ridursi addirittura intorno ai 10 o 12 anni.Per quanto concerne inveceil tasso di povertà ed esclusione sociale, ci si auspica che il tasso possa andare a ridurre la popolazione più a rischio di questa unità. Come cambia quella che è l'architettura del welfare? L'OrganizzazioneInternazionale per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, per quanto concerne i paesi membri, in un lavoro di prospettive economiche intermedie, in uno specifico articolo del 6 marzo del 2019,ha evinto come per l'economia ci sia appunto un rallentamento, e persistono inoltre delle gravi condizioni che stanno cercando appunto di indebolire quella che è l'economia dell'Europa. Come viene attuata la strategia? Viene attuata in un quadro di riferimento per le attività al livello dell'Unione Europea, ma non soltanto, i Governi che ne fanno parte hanno fissato gli obiettivi nazionali indubbiamente per contribuire al conseguimento degli obiettivi preposti.Io qui ci tengo adallegarvi un linkche potete trovare nella slide, perché invito insomma quanti interessati, a specificare, a contribuire, a quelle che sono lenozioni ed i principi per quanto concerne l'economia in Europa.Per quanto concerne appunto lerelazioni sui progressi compiuti, andiamo appunto a specificare chela Commissione ha deciso di andare a verificare, a monitorare, quelli che sono i risultati in tale ambito con degli incontri che prendono il nome di “semestre europeo”.È sicuramente un processo attraverso cui la Commissione si occupa di andare arevisionare il datoed acontribuire a quelli che possono essere gli interventi attuativi per migliorare i principi di un mercato.

Quali gli obiettivi per l'Europa, quali gli obiettivi per l'Italia? Indubbiamente per quanto concerne la macrostruttura in campo appunto della povertà(gli obiettivi per l'Europa nel 2020), si conta appunto di poter ridurre il 20% delle persone e degli individui a rischio di povertà. L'obiettivo invece per quanto concerne l'Italia corrisponde a 2,2 milioni; il recente rapporto mostra appunto che l'Italia è ancora molto lontana dalla raggiungere tale obiettivo, e ci si auspica appunto che, con la misura che andremo ad approfondire, successivamente si possa contribuire a limitare tale impatto.

La povertà e l'esclusione sociale.

Una persone è a rischio di povertà o di esclusione se vive all'interno di una famiglia che presenta almeno una delle seguenti caratteristiche: il rischio di povertà (come un reddito al di sotto di una soglia fissata al 60% del reddito mediano della popolazione); una bassa intensità di tipo occupazionale e lavorativa (nel momento in cui i componenti della famiglia tra 18 e 59 anni, sono esclusi gli studenti al di sotto dei 24 anni, lavorano meno di 1/5 del tempo che teoricamente è disponibile per l'attività lavorativa). In ultimo punto abbiamo una grave deprivazione, quindi sono presenti almeno 4 di 9 elementi specifici, come ad esempio: non avere la possibilità di pagare un debito, o le spese correlate agli affitti di locazione, o per quanto concerne beni e servizi, tipo i riscaldamenti e in consumi annessi all'abitazione.

Cittadinanza e corridoi umanitari. Indubbiamente è il processo di spostamento della popolazione da uno Stato all'altro, a contribuire a non poter fare una programmazione statica delle misure interne di interventi, per cuila cittadinanza tende a sollecitare un nuovo percorso di innovazione e investimenti sociali, e soprattutto per poter andare a raggiungere questi obiettivi, è possibile appunto che la cittadinanza tenda ad influire sul rischio di povertà ed esclusione sociale. Quasi metà delle famiglie con almeno un componente straniero, è infatti a rischio di povertà: essi ammontano a circa il 49,5% della popolazione.

Particolarmente interessante è il fatto che, nonostante vi siano sul territorio famiglie con stranieri, e che siano appunto le più povere, solo però il 7. 7% di queste tendono a sperimentare un lavoro ad alta intensità.Si tratta appunto di una percentuale moltoal di sotto di quella delle altre famiglie così composte appunto dagli italiani, eal di sotto della media nazionale di tutte le famiglie presenti.

L'andamento del reddito. Vi allego appunto un po' di dati statistici, ma ci soffermeremo soltanto sul dire che, poiché la distribuzione dei redditi è asimmetrica, il reddito mediano è inferiore al reddito medio. Questo nella slide è un piccolo schema che ci mostra come i redditi della famiglia che riguardano affitti a prezzi costanti per le principali tipologie di reddito, dal 2003 al 2014, su una base che va dal 2003, ci fa leggere come vi sia un incremento del reddito.

Povertà assoluta e povertà relativa. Dobbiamo intendere appunto per povertà assoluta, quella che è pari al costo minimo dei beni e servizi esistenziali. Quella relativa invece è pari ad una percentuale del reddito familiare che sia medio o mediano, ad es.: il 60%.

Dal Rei al RdC.

Dal Rapporto Annuale del Reddito di Inclusione, possiamo comprendere che l’introduzione al Reddito di Cittadinanza come prestazione, ha assorbito quello che è il Reddito di Inclusione ed il Reddito di Dignità, con la scadenza appunto al 28 febbraio; esso ha dato la possibilità di dar seguito al Reddito di Cittadinanza, che non ha fatto altro che inglobare le prestazioni precedenti.Daidatipubblicati dall'Osservatorio Statistico Nazionale INPS, per quanto concerne il 2018,aggiornati al 22 gennaio del 2019, specifichiamo appunto chesono ancora in fase di elaborazione tali dati, sottoposti appunto al vaglio di questo osservatorio,assume importanza, in quanto, seppur ancora in modo parziale, vi è un quadro complessivo per quanto concerne quella che èl'implementazione della misura.Le questioni, i problemi posti in rapporto alla povertà a conclusione della sperimentazione del Rei, ci mostrano dei fattori importantissimi che servono alla comunità professionale per contestualizzare quali sono le problematiche e per superare la problematica, andando anche a suggerire quelli che possono essere i servizi e gli interventi da preporre in correlazione al beneficiario.Abbiamo appunto unproblema che non è di tipo economico; che non è soltanto in termini di istruzione o lavorativo; ma abbiamo un problema che deve necessariamente passare da una multidisciplinarità del problema.Abbiamo indubbiamente un aumento della povertà in termini appunto di aggancio e di sostegno del nuovo povero; abbiamo la riduzione delle risorse e dei servizi pubblici a sostegno, se pensiamo appunto che la delega al terzo settore come attuazione dei progetti di comunità, diventa diciamo una progettualità molto difficile dal momento in cui,il terzo settore, ma trattasi anche di aziende, non sono formate ad implementare la misura; quindi a prendere in carico quello è il cittadino, il beneficiario, ed ad accompagnarlo in un processo di crescita e di autonomia.Abbiamo indubbiamente un problema che tende a declinare la differenziazione contestuale, quindi la geografia delle Regioni, delle città, ma anche dei quartieri stessi, rispetto ai problemi e all'attivazione di interventi, pone delle risposte che si differenziano da contesto a contesto.

Questo testo è estratto dal nostro video-corso Fad Dal reddito di Inclusione al Reddito di Cittadinanza ha come scopo quello di informare e permette di approfondire tematiche legate al corso.

Estratto dalla video lezione della dott.ssa: Valentina FARINA

Valentina FARINA
Assistente Sociale Specialista
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