La medicina di genere e la medicina generale

Buongiorno, sono la Dott.ssa Valeria Maria Messina e sono un Medico di Famiglia, sono Presidente della “SIMG”/”Società Italiana di Medicina Generale” di Genova e mi interesso di medicina generale edi medicina di genere.

La medicina di genere è una scienza che studia l'influenza del sesso (accezione biologica) e del genere (accezione sociale) sulla fisiologia, fisiopatologia e clinica di tutte le malattie per giungere a delle decisioni terapeutiche che siano basate sull'evidenza, sia sull'uomo che nella donna. Il sesso indica comunemente le caratteristiche biologiche, mentre il genere unisce alla biologia gli elementi culturali, sociali, prodotti all'interno di una società. Quindi la medicina di genere non è una specialità medica, ma è una dimensione che attraversa tutte le specialità. La realtà della vita è fatta di uomini ed è fatta di donne, ma spesso, per la medicina, la situazione pare essere questa: la donna viene considerata alla stregua di un piccolo uomo perché su di lei, tutti i farmaci, tutti i percorsi diagnostici, a volte sono traslati. Quindi la medicina di genere non è la medicina delle donne, ma nelle donne, oltre i pregiudizi, maggiore è il rischio che si utilizzino delle “nozioni translate”, utilizzando dati e conclusioni tratte da studi condotti su gruppi che vedono l'arruolamento sperimentale solo, o in maggior parte, di uomini. Ad esempio: i grandi trials storici sulle statine che hanno incentivato il loro uso per la prevenzione cardiovascolare e spesso non hanno arruolato donne. Faccio un altro esempio: il “WOSCOPS” è stato un grandissimo studio da cui è partito il concetto dell'ottima azione di protezione delle statine, aveva arruolato 6595 uomini e neppure una donna. Per contro, anche gli uomini sono soggetti a rischio di pregiudizio, perché ritenendoli poco colpiti da alcune patologie, non si approfondiscono dei percorsi adeguati per la prevenzione, la diagnosi ed il trattamento. Ad esempio questo accade per patologie quali: l'osteoporosi o Carcinoma della mammella che colpisce anche l'uomo; inoltre gli uomini si sottopongono a minori controlli clinici per le patologie e per loro viene segnalato un rischio suicidario tre volte superiore a quello delle donne. Quindi la parola chiave è semplicemente “appropriatezza”, ovvero: fare la cosa giusta, nel momento giusto, per la persona giusta, con il minor rischio possibile ed il massimo rapporto costi-benefici. L'appropriatezza è la base etica dell'equità, quindiabbandoniamo i pregiudizi. Per “pregiudizio” noi intendiamo: “un'opinione errata che dipende dalla scarsa conoscenza dei fatti, oppure dell'accettazione non critica di convenzioni correnti”, oppure a volte, ed è ancora peggio, gli studi ci sono, i dati ci sono, ma sembrano non riuscire a passare nella classe medica o nelle persone.La medicina di genere è la strada per abbattere il pregiudizio, rendendo la “cura” efficace perché appropriata, perché è stata declinata sulla realtà del soggetto.

La medicina di genere è partita da una donna, a volte ci vogliono le donne per avere coraggio e affrontare i pregiudizi, questa donna fu Bernardine Healy, era Direttrice del “National Institute of Health”, è una donna importante, una donna onesta, che segnalò in un famoso Editoriale che le donne ricoverate nella struttura cardiologica ricevevano dei trattamenti che erano discriminanti, ricevevano un minor numero di trattatamenti terapeutici, ricevevano un minor numero di interventi diagnostici-strumentali, e riportavano il maggior numero di errori diagnostici. Per fare questo si inventò una sindrome: la “Yentl Syndrome” perché sosteneva che l'uomo viene curato; la donna per essere curata deve trasformarsi in un uomo, e partendo dal romanzo di Isaac Singer che racconta di questa giovane donna che, volendo studiare la Torah a tutti i costi, si traveste da maschio, dice: “Forse le nostre donne per essere curate adeguatamente devono travestirsi da uomini”. Il percorso storico dopo di lei fu caratterizzato da una progressiva presa di coscienza mondiale di quelli che sono le disparità e le necessità di usare la medicina di genere, per esempio con la IV Conferenza Mondiale sulle donne a Pechino nel 95, oppure l'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 98 inserisce la medicina di genere nell'Equity Act. Così come nel 2002 viene creato il primo corso di medicina di genere nella Columbia University in New York.

L'equità di genere anche in Europa, in Italia, trova i suoi spazi: quindi nel 2004 in Italia venne specificatamente considerata la salute delle donne: differenze, specificità e opportunità; si fonda nel 2007 l'Istituto Europeo della Salute delle Donne; nel 2012 viene raggiunto un Accordo Stato-Regioni sulle misure dirette all'approccio alla medicina di genere in sanità, ma soprattutto, nel 2015 l'ONU definisce 17 obiettivi di sviluppo sostenibili, e il quinto di essi è: raggiungere l'uguaglianza di genere e di emancipare donne e ragazze. Ci vogliono sempre donne per andare oltre a quello a cui si è già arrivati, e allora invece di parlare di “medicina di genere” si vorrebbe passare a parlare di “medicina genere-specifica”. Questo rappresentato nella slide, è un bell'articolo dalla Professoressa Baggio G. che spiega come, nominando la medicina di genere con il termine “di genere” si rischia di crearne una sorta di “Ghetto”. E allora dice che in realtà, ogni parte, ogni momento della medicina, dalla clinica alla diagnostica, una qualsiasi specialità, dall'oculistica alla chirurgia, ai trapianti dei fegati, ognuna di queste specialità, deve essere declinata secondo i due generi. Se questa era la medicina di genere, qual'è la medicina generale? La medicina generale è una disciplina che rappresenta fondamentalmente il primo luogo di contatto del medico all'interno del sistema sanitario, ha delle caratteristiche peculiari come quella di fornire un accesso diretto ed illimitato, qualsiasi paziente può rivolgersi al suo medico di famiglia, quando vuole e tutte le volte che vuole.Il medico si occupa di tutti i problemi di salute: dalle vaccinazioni, alla prevenzione, alla cura, al momento della terminalità, indipendentemente da età, sesso ed ogni caratteristica della persona. In realtà, i medici di famiglia in Italia si occupano dei ragazzi dai 14 anni in su, con delega per quelli dai 6 anni in su. Fondamentalmente la nostra popolazione è caratterizzata da un gran numero di persone anziane.

Però, diciamo che il bello del medico di famiglia è proprio il poter abbracciare più generazioni. La ricchezza del medico di famiglia è proprio quella di poter abbracciare la storia tutta della famiglia...Sviluppa inoltre un approccio centrato sulla persona, orientato all'individuo e alla sua famiglia, e alla sua comunità. Abbiamo in realtà nella nostra città, così come in tante Regioni d'Italia, comunità diverse che vengono a far parte dei nostri pazienti, ognuna con delle caratteristiche legate alla loro terra di origine e che vanno rispettate e conosciute...Promuove la responsabilizzazione del paziente nella gestione della propria salute. Questo è un compito estremamente importante in un momento in cui c'è un forte condizionamento anche dei media che entrano prepotentemente nei temi della salute; dunque riuscire a promuovere nella persona la consapevolezza di cosa sia il suo essere sana, riuscire ad indicare dei percorsi di salute, è una grande responsabilità per il medico di famiglia...Si basa inoltre, su un processo di consultazione unico fondato sulla costruzione di una relazione che dura nel tempo. Questa è la forza della medicina di famiglia, tu non sei una persona che incontro qui oggi, sei una persona che ho visto crescere nel tempo, una persona di cui conosco le problematiche, ma anche le problematiche della famiglia e magari anche dei vicini che ti sono intorno, vista la nostra peculiarità topografica...Ha il compito di erogare cure longitudinali e continue, la longitudinalità delle cure è un elemento molto importante, specialmente quando si tratta di farsi carico dei pazienti che arrivano alla fine della loro vita. Inoltre,ha una responsabilità specifica nella salute della comunità e si occupa dei problemi di salute nelle loro dimensione fisica, psicologica, sociale, culturale ed esistenziale. Sono i medici di fiducia del singolo individuo responsabili essenzialmente delle erogazioni di cure integrate e continuative per ogni individuo che necessita di cure mediche, indipendentemente dal tipo di età, di sesso, di malattia...Essi si prendono cura degli individui nel contesto della loro famiglia. I medici di medicina generale/medicina di famiglia esercitano il loro ruolo professionale promuovendo la salute, prevenendo le malattie e fornendo le terapie, cure o terapie palliative, e promuovendo la responsabilizzazione del paziente per l'autogestione della propria salute, quindi i compiti del medico di famiglia sono davvero importanti per il tessuto sociale.

Questo testo è estratto dal nostro video-corso ECM Fad Medicina di genere: oltre la pillola rosa e la pillola blu, ha come scopo quello di informare e permette di approfondire tematiche legate al corso.

Estratto della lezione della dott.ssa: Valeria Maria MESSINA

Valeria Maria Messina
Presidente Provinciale SIMG e cure primarie
Universita' di Genova
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