Inquadramento introduttivo: cosa cambia per i Comuni dal ReI al RdC

Buongiorno, sono Emilio Gregori, sono un Partner di Synergia, e mi occupo, presso Synergia, di consulenza e formazione per le politiche socialisotto vari profili e varie tematiche.

Oggi vi farò un breve inquadramentodi quella che è la misurachiamata Reddito di Cittadinanza partendoun po' da quella che è stata la misura che l'ha preceduta, ovvero il cosiddetto Reddito di Inclusione. Molto probabilmente parleremo un po' di quelle che sono le cosiddette misure di sostegno al reddito, che sono in uso in molti paesi europei, e ci focalizzeremo poi sul capire come funziona la nostra misura unica a livello nazionale di contrasto alla povertà. Vedremo che il Reddito di Cittadinanza, che segue appunto l'esperienza del ReI, si può configurare proprio come un sistema e non come una semplice misura spot.Fatta questa breve premessa,ci focalizzeremo su quelle che sono le variazioni e le conferme nelle funzioni dei Comuni, che vengono appunto dall’introduzione del Reddito di Cittadinanza rispetto alla misura del Reddito di Inclusione; quindi vedremo sostanzialmente quali sono le novità principali; quali sono i riflessi più specifici che interessano i Comuni e gli ambiti territoriali; e quelli che sono invece gli aspetti di conferma, che restano attuali anche nella misura RdC; infine ci occuperemo di una delle novità più specifiche e più forti dal punto di vista dei riflessi sui Comuni, che riguarda la riproduzione nei progetti personalizzati di svolgimento di lavori di pubblica utilità, quindi vedremo di che cosa si tratta, vedremo quelle che sono le previsioni normative attuali del Decreto Reddito di Cittadinanza; e quelli che sono poi gli ulteriori sviluppi che sono attesi su questa tematica.

Partiamo quindi col fare unabreve panoramica di quello che è il Reddito di Cittadinanza; e dell'esperienza del Reddito di Cittadinanza a valle della prima esperienza del Reddito di Inclusione. Molto brevemente, per non eccedere troppo sostanzialmente nell'escursus storico che ha portato alla definizione della misura del Reddito di Cittadinanza con il Decreto legge 4 del 2019, possiamo in qualche modo inquadrare l'inizio di questo percorso a metà degli anni novanta con la Commissione Onofri; essa fu istituita in maniera specifica per studiare la fattibilità dell'introdzione del Reddito Minimo di Inserimento, a cui, poi ha fatto seguito la previsione della Legge 328 del 2000 della misura Reddito Minimo di Inserimento. Purtroppo non si è dato immediatamente seguito alla misura prevista e sono passati vari anni prima che venisse in qualche modo ripreso e sviluppato in maniera sperimentale, via via consolidata, anche con la distribuzione dei fondi specifici, e poi che venisse in qualche modo a compimento. Il percorso, in realtà, inizia su una forte spinta dell'Unione Europea: la Raccomandazione 441 del 1992; essa invita gli Stati membri ad adottare delle misure al proprio interno di sostegno al reddito, basate sul paradigma dell'inclusione attiva; quindi non meri trasferimenti monetari, ma collegati a servizi che consentono in qualche modo di uscire dalla condizione di bisogno; di migliorare in qualche modo la propria condizione di vita, per cui nel corso del tempo, a partire da quella Raccomandazione, nei paesi europei più grandi, diciamo così, si sono sviluppati diversi tipi di misure, ognuna si caratterizza per delle specificità particolari; l'aspetto che unisce tutte queste misure che accomunano Belgio; Francia; Danimarca; Irlanda; Germania e Gran Bretagna, è appunto il fatto che si tratta di misure che prevedono una condizionalità; ovvero sono erogate a fronte di specifici impegni, che il beneficiario prende con l'ente pubblico, di rispettare determinati percorsi di formazione; e riqualificazione; orientamento ed inserimento lavorativo; o anche inclusione sociale nel caso in cui le problematiche afferiscono più la sfera sociale.

L'Italia, come possiamo vedere, per molto tempo è rimasta, insieme alla Grecia, l'unico paese che non si è dotato di una misura specifica immediatamente a valle della Raccomandazione del 92 della Comunità Europea.Fortunatamente questo gap è stato colmato in maniera sperimentale su tutto il territorio nazionale con la misura chiamata: Sostegno di Inclusione Attiva;e in maniera immediatamente successiva, questa sperimentazione del Sostegno di Inclusione Attivaconfluì poi in un disegno di Legge più organico che ha dato vita al Reddito di Inclusione (che recentemente è stato in qualche modo sostituito dalla misurache conosciamo tutti, perché se ne fa un gran parlare da tutti i mass media, come RdC). Si fa anche un gran parlare recentemente, e c'è un dibattito abbastanza interessante, anche, se vogliamo, in ambito accademico e tra gli studiosi e massimi esperti di lotta alla povertà in Italia; ci si chiede se la nuova misura Reddito di Cittadinanza sia configurabile come una misura di contrasto alla povertà, esattamente come era configurabile la misura precedente del Reddito di Inclusione, oppure se essa debba invece essere configurata più come una misura di politica attiva per il lavoro, dal momento che si pone in maniera molto forte l'accento proprio sulle politiche attive per il lavoro, sul rafforzamento dei centri per l'impiego di tutte le attività e servizi che sono previsti dal decreto legislativo 150/2015.Diciamo che per risolvere un po' questo aspetto di dibattito, il legislatore stesso ci dà una definizione di che cos'è il rdc e scopriamo che sostanzialmente va un po' a cogliere entrambi gli aspetti; nel preambolo infatti della Legge, troviamo che: “Il Reddito di Cittadinanza è una misura di politica attiva del lavoro a garanzia del diritto di lavoro”; ma è anche: “una misura di contrasto alla povertà; alla disuguaglianza ed esclusione sociale”; e l'articolo 1 continua esplicitando che: questa misura, che sia una misura di politica attiva del lavoro; che sia una misura di contrasto alla povertà, “è diretta a favorire il diritto all'informazione; all'istruzione; e alla formazione; alla cultura, attraverso politiche volte al sostegno economico, all'inserimento sociale dei soggetti a rischio di emarginazione nella società e nel mondo del lavoro”. “Per assicurare (continua l'art. 1) un livello minimo di sussistenza incentivando la crescita personale e sociale dell'individuo”. Notiamo quindi che sono presenti entrambi gli aspetti della definizione stessa che il Decreto Legge dà della misura del RdC (misure di politica attiva del lavoro e misure di contrasto alla povertà), e che sono presenti sostanzialmente gli elementi di base che poi vanno comporre la misura, esso fa esplicito riferimento al fatto che si ha un sostegno economico volto, in particolare, a garantire un livello minimo di sussistenza, ma che il sostegno economico è di fatto accompagnato, o comunque spinge, all'inserimento sociale dei soggetti a rischio di emarginazione, per favorirne la crescita personale e sociale dell'individuo stesso,questi sono quindi gli elementi che vanno a comporre esattamente quello che poi è un po' lamisura, si fa poi una menzione di tanti altri aspetti: diritto all'informazione, istruzione, formazione, cultura, che sono sicuramente degli elementi collegati, poi di fatto la misura si concentra su questi due aspetti. quindi possiamo dire che il Reddito di Cittadinanza va in qualche modo un po' ad essere l'evoluzione di un percorso iniziato, sul lato delle politiche attive del lavoro, con il decreto legislativo 150 del 2015; e sull'atto della lotta alla povertà, con il decreto legislativo 147 del 2017 (ReI).

Un importante elemento che va in continuità un po' con quella che è stato l'esperienza del Reddito di Inclusione, è che il Reddito di Cittadinanza costituisce un livello essenziale delle prestazioni ai sensi dell'articolo 117 comma2 della Costituzione Italiana. La norma fondamentale di approvazione del Reddito di Cittadinanza è, come ormai sappiamo tutti, il Decreto Legge numero 4 del 28 gennaio 2019; dal primo marzo 2019 il RdC sostituisce il Reddito di Inclusione (che cesserà sostanzialmente di essere erogato, mano a mano che i progetti attivati prima della data del 1 marzo 2019 andranno a conclusione). Il Reddito di Inclusione, a sua volta, aveva sostituito il Sostegno all'Inclusione Attiva, la prima misura sperimentale appunto su scala nazionale di contrasto alla povertà; e ha eliminato l'Assegno di Disoccupazione. Può essere importante,per capire meglio l'aspetto della condizionalità e della duplice componente che caratterizzano la misura (tenuto conto anche del fatto che nel nostro paese non siamo abituati ad una misura di contrasto alla povertà che preveda sostanzialmente un qualcosa di più di un mero contributo economico), richiamare un po’ che cos'era il Redito di Inclusione, e per farlo ci avvaliamo di un'illustrazione che è stata fornita da Raffaele Tangorra, il Direttore Generale per la lotta alla povertà e la programmazione sociale del Ministero del Lavoro delle Politiche Sociali (che è sostanzialmente

il Referente Tecnico del Ministero che ha seguito per più tempo tutta l'evoluzione della misura di contrasto alla povertà). Notiamo che dalle sue parole si intravede un entusiasmoche sconfina un po' anche quelli che sono gli elementi tecnici di una misura, proprio per il fatto chefinalmente con l'adozione del Reddito di Inclusione, anche il nostro paese aveva finalmente a disposizione una misura di contrasto alla povertà.Possiamo notare dalla definizione che non è solo un reddito il Rei, ma è un progetto per l'autonomia, il nucleo familiare insieme ai servizi territoriali, condivide un percorso finalizzato all'inclusione sociale e lavorativa che prevede due componenti: da un lato l'attivazione di specifici sostegni, oltre a quello economico, sulla base dei bisogni manifestati; dall'altro lato un impegno del nucleo svolgere specifiche attività a cui il beneficio è condizionato; questo porta a concludere cheil Reddito di Inclusione, vale la stessa cosa per il Reddito di Cittadinanza, non è quindi una misura assistenzialistica, quindi un beneficio economico passivo, un semplice contributo; un semplice contributo monetario che viene erogato a soggetti in difficoltà; ma è, a tutti gli effetti, una vera e propria opportunità di riscatto perché mira di fatto a fare intraprendere alla persona un percorso in qualche modo che lo porti, o lo orienti, verso una uscita dalla sua condizione di povertà.

Maurizio Mottanel suolibro“Rel, il contrasto alla povertà”,ha sottolineato ulteriormente la portata di questi elementi innovativi e la sistematicità e l'organicità dell'introduzione del Reddito di Inclusione, che poi diventerà appunto il Reddito di Cittadinanza, arrivando a coniare proprio anche il termine di “un sistema Rei “ (che potremmo tranquillamente anche utilizzare come locuzione per il Reddito di Cittadinanza), quindi “il sistema Rei”, che diventa oggi “il sistema Reddito di Cittadinanza”.Questoper una serie di aspettiche configuranoil Reddito di Inclusione, e quindi anche il Reddito di Cittadinanza, non come una semplice misura specifica di erogazione di un sostegno al reddito, ma come qualcosa di più complesso, organico, articolato. Innanzitutto c'è da notare che,entrambe le misure, REI e Reddito di Cittadinanza, vanno ad insistere,vanno ad utilizzare fondi strutturali che sono previsti in maniera specifica, non in maniera episodica, una tantum, ma in maniera sistematica, e che vengono addirittura stanziati non solo per l'erogazione della prestazione in sé, quindi sia per quanto riguarda il lato dell'erogazione economica, sia il lato dei servizi aggiuntivi per l'inclusione sociale lavorativa;ma anche per il rafforzamento poi degli operatori che devono mettere in piedi sostanzialmente queste misure. Da un lato abbiamo la previsione di fondi per il rafforzamento di Comuni, ambiti territoriali, in termini proprio di accrescimento di organico, di strutturazione di organico. Dall'altro lato, soprattutto con il Decreto esecutivo del Reddito di Cittadinanza, abbiamo la previsione di fondi che servono per i servizi per il lavoro, centri per l'impiego e agenzie per il lavoro accreditate; soprattutto sul lato dei centri per l'impiego,si immettono nel sistema investimenti veramente consistenti per i potenziamenti in termini di assunzione di organico. L'altro elemento che connota il sistema appunto del reddito di inclusione e del reddito di cittadinanza comeun sistema organico, riguarda il fatto che abbiamo a che fare con unadoppia componente,quindi non c'è solamente la parte che è riferita a l'erogazione di un sostegno economico, ma c'è la previsione di un progetto sostanzialmente di intervento personalizzato sulla persona che prevede determinate attività che la persona deve svolgere: dalla ricerca attiva di un lavoro; a seguire corsi di formazione e orientamento; ad usufruire di prestazioni magari di tipo psicologico per problemi relazionali e familiari che ci sono all'interno del nucleo; ad usufruire di interventi prestazioni di tipo sanitario; ad avere una maggiore cura della propria salute se ci sono problematiche di questa natura o bisogno di questa natura.Quindi sostanzialmentenon è un semplice intervento che consiste nella erogazione del contributo, ma oltre erogazione del contributo c'è un progetto che può configurarsi come una sorta di contratto stipulato tra l'ente erogatore e il beneficiario della prestazione, in cui, il beneficiario è tenuto a rispettare gli impegni che sono previsti in questo progetto personalizzato.

Questo testo è estratto dal nostro video-corso Fad Dal reddito di Inclusione al Reddito di Cittadinanza ha come scopo quello di informare e permette di approfondire tematiche legate al corso.

Estratto dalla video lezione del dott.: Emilio GREGORI

Emilio GREGORI
Partner Synergia - Consulente e formatore per le politiche sociali
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