Il consenso informato per persone straniere

Oggi affronterò un tema delicato nella nostra professione e in assoluto in tutte le professioni sanitarie: il consenso informato. Vista la peculiarità del corso che voi state svolgendo, mi soffermerò ogni qualvolta si renderà opportuno su dei dettagli che riguardano le persone straniere. Perché ovviamente, più vi saranno contatti con persone che vengono in Italia a lavorare, o che comunque passano in Italia, anche soltanto temporaneamente, ad esempio anche per turismo, ovvero per attraversare la nostra penisola e andare altrove, probabilmente si incontreranno per qualche motivo legato alla salute o ad altro motivo con il personale sanitario e lo stesso personale sanitario, dovrà essere preparato a comunicare con loro e a chiedere eventualmente il loro consenso nel caso debba operare su di loro dei trattamenti sanitari di qualunque genere. 

Perché il personale sanitario, i medici, gli infermieri, i fisioterapisti, terapisti occupazionali dovranno chiedere il consenso alle persone straniere con cui verranno a contatto? Perché, come è noto, in Italia l'obbligo del consenso in medicina si ripropone ogni qualvolta si instaura un rapporto tra il paziente ed il medico, o l'infermiere, o il personale sanitario che debba in qualche modo operare sul paziente. Ora, perchè noi dobbiamo chiedere il consenso al paziente? non esistono ad oggi, anche se vi sono vari progetti di legge attuali che attendono di essere approvati in parlamento, obblighi di legge e dunque, perché i medici devono chiedere il consenso al loro paziente.? Anche se non esiste, appunto come dicevo, un obbligo di legge, lo ricaviamo dalla Costituzione Italiana. Essa, all'articolo 13 afferma che la libertà personale è inviolabile, di conseguenza, in Italia il cittadino italiano è libero di agire finché si muove in un campo di legittimità, e quindi di conseguenza, nessuno può violare la mia libertà, così come io sono libera di muovermi, nessuno ha diritto a impedirmi la legittima libertà di cui io godo. 

Allo stesso tempo, l'articolo 32 della Costituzione, oltre ad affermare che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti, e quindi già con questa prima parte dell'articolo 32, la Repubblica ci assicura un servizio sanitario all'altezza per tutti, per tutte le persone, per tutti i cittadini e già potremmo inserire un argomento che riguarda gli stranieri e, in questo caso mi riferisco agli stranieri indigenti, agli stranieri che non vengono qui per turismo, bensì per cercare un futuro o comunque per attraversare la nostra penisola per poi raggiungere mete altre. 

Ecco, la Repubblica garantisce cure gratuite a tutti noi e anche a queste persone. Quindi, abbiamo visto l'importanza di questa prima parte dell'articolo 32. Però, per quanto riguarda l'argomento che dobbiamo trattare oggi, la parte centrale dell'articolo è fondamentale, quella a cui dobbiamo fare riferimento e cioè, laddove dice che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. Cosa significa questo? che io cittadino, io paziente, non posso essere sottoposto a un trattamento sanitario contro la mia volontà, proprio perché, la mia libertà personale è inviolabile. L'unico caso in cui un cittadino può essere sottoposto contro la propria volontà a un trattamento sanitario è quello del TSO, ovvero il trattamento sanitario obbligatorio.

E' chiaro che, nel momento in cui ciascun paziente ha il diritto di essere sottoposto a un trattamento soltanto qualora da lui voluto ne deriva che; il cittadino ha anche il dovere di dare il proprio consenso o dissenso, ovvero di esprimere il proprio pensiero riguardo al trattamento che gli viene proposto. Mi soffermerei anche, visto l'argomento che stiamo trattando, sull'ultima parte dell'articolo 32, là dove dice che la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. Questa parte, oggi come oggi, ritengo che assuma un rilievo sempre maggiore, perché i trattamenti sanitari a volte arrivano a toccare la dignità della persona umana, e quindi anche come vedremo dall'ultimo codice deontologico, ma già da diverse versioni anche passate del codice deontologico, la questione della dignità della persona umana viene tirata fuori ogni qualvolta si fa riferimento a dei trattamenti estremi. Quindi, inizio vita-fine vita, trattamenti che hanno un'incidenza di rilievo sul sul paziente, e che quindi potrebbero in qualche modo andare ad intaccare la sua dignità secondo il codice, non devono essere proseguite. Quindi anche quest'ultima parte, oggi ha assunto un rilievo di grande attualità. Riassumendo possiamo dire che, pur non essendoci una legge, noi comunque siamo tenuti a chiedere il consenso al nostro paziente proprio perché la sua libertà personale è inviolabile, e proprio perché lui non può essere sottoposto a un trattamento sanitario contro la propria volontà. Noi dobbiamo accertarci che la sua volontà sia favorevole al trattamento che noi gli stiamo proponendo. 

Perché è importante il consenso? chiaramente il consenso è importante da un punto di vista etico, ha un'importanza fondamentale, poi ne parleremo, ma diciamo che si è cominciato a parlare in modo preponderante dell'importanza del consenso dopo un evento della fine degli anni 80, che ha visto coinvolto un chirurgo. Vedete, qui riportata uno stralcio della sentenza, della Cassazione Penale del 1992, in cui si condanna per la prima volta un chirurgo, il quale ha operato un paziente, questo paziente poi è deceduto a causa di un errore che ha compiuto il chirurgo e per la prima volta il chirurgo è stato condannato: non omicidio colposo bensì omicidio preterintenzionale. 

Vediamo perché :un chirurgo viene condannato per omicidio preterintenzionale per aver eseguito su una paziente un intervento più ampio rispetto a quello stabilito, da cui è derivata la morte della patente stessa. Mi riferisco chiaramente alla famosa sentenza Massimo, dove si discute il caso di un chirurgo che doveva sottoporre una paziente a una colecistectomia, nel momento in cui apre l'addome per andare appunto a intervenire sulla colecisti, si rende conto che un tratto intestinale è interessato da un tumore. Decide di asportare il tumore alla paziente, però a causa di un'errata tecnica, una scelta tecnica sbagliata, la paziente dopo un certo tempo dall'intervento, muore. 

Ora, di norma in questi casi, come è ben noto, i medici sono, se ritenuti censurabili da un punto di vista professionale, condannati per omicidio colposo, ovvero contro l'intenzione. In questo caso, si è trattato invece secondo il giudice, di un omicidio preterintenzionale, perché? ricordo brevemente, preterintenzionale vuol dire oltre l'intenzione, e si realizza l'unico delitto, l'unico reato preterintenzionale in Italia che è quello dell'omicidio, e si realizza appunto quando l'autore del reato parte con un'azione dolosa, mirata a creare una lesione personale nella vittima, però ottiene l'omicidio. Quindi, non si può parlare di omicidio doloso, perché l'azione non è iniziata con l'intenzione di uccidere la persona, così come non è considerabile come idonea a uccidere la persona, però non si può nemmeno parlare di omicidio colposo, perché la colpa presume che non vi sia nessun elemento di dolo, invece in questo caso l'elemento di dolo è ravvisabile, perché io agisco con l'intenzione di creare una lesione personale. Quindi, questo è l'unico modo per inquadrare questo reato ed è quello di definirlo preterintenzionale o oltre l'intenzione.

 

Questo testo è estratto dal nostro video-corso Fad ECM Migrazione:Sanitario Italiano e Paziente Straniero, ha come scopo quello di informare e permette di approfondire tematiche legate al corso.

Estratto della lezione della dott.ssa: Rossana CECCHI

Rossana Cecchi
Docente Medicina Legale
Università di Parma
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