Genesi e valutazione del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV 2017-2019)

Un saluto e ben ritrovarti, dopo la lezione introduttiva ci dedichiamo alla prima lezione di questo corso FAD dedicato alle politiche vaccinali, che prende in considerazione l'ultimo piano approvato (in attesa della promozione del nuovo piano nazionale di prevenzione). Parliamo del piano 2017-2019, perché è sicuramente stato fra quelli visti negli ultimi anni, uno dei piani più innovativi, che ha dovuto far fronte a un situazione venutasi a creare negli anni precedenti (calo delle coperture vaccinali e i quel fenomeno è stato definito dagli organismi sanitari internazionali “vaccine esitancy”). In Italia si è avuto il primo piano nazionale dei vaccini nel 99-2000, poi abbiamo avuto un intervallo di cinque anni per avere il piano 2005/2007, un altro intervallo abbastanza lungo per il piano Nazionale prevenzione vaccinale 2012-2014 e poi una pausa di solo due anni poi diventati tre per il piano 2017-2019. Analizzeremo poi i tratti generali di una bozza in circolazione che poi verrà portata l'approvazione degli organi ministeriali del nuovo piano vaccinale. Un piano nazionale di prevenzione vaccinale, rappresenta i livelli essenziali di assistenza dei vaccini, quindi i vaccini offerti a tutti i cittadini naturalmente secondo uno schema e un calendario che viene proposto e aggiornato. Il piano nazionale vaccinale, persegue l'equità nell'offerta vaccinare in tutto il paese, includendo ovviamente obiettivi di copertura. Inoltre vi sono delle considerazioni riguardanti l'inserimento e le proposte delle schedule vaccinali utilizzando anche il metodo del Eltek Technology Assessment  e poi ci sono le novità del 2017 che sono state parecchie. Infatti, il calendario si è molto allargato in considerazione di noi vaccini tenuti disponibili, e sono stati fatti dei cambiamenti di strategie (come  l’estensione ai maschi dodicenni di quello per il papilloma virus hbv, l’introduzione di quello contro il Rotavirus, l'introduzione del vaccino antimeningococco B e del vaccino quadri valente  ACWY sempre della meningite e il vaccino anti zoster).

Le novità del Piano 2017, sono state particolarmente efficaci.  Si è arrivati a questo piano tramite azioni che hanno accompagnato l'estensione dell'offerta anche ad azioni parallele, che hanno contribuito ad alzare le coperture vaccinali e a cercare di migliorare la confidenza della popolazione italiana nei confronti delle vaccinazioni. Dal 2010 in poi sono calate sensibilmente le coperture delle principali vaccinazioni dell'infanzia, sotto quella soglia che l'organizzazione Mondiale Sanità ha sempre ritenuto su una soglia di sicurezza del 95%, per quei fenomeni che abbiamo detto essere stati battezzati “vaccine esitancy”. Questo ha sollecitato le unità sanitarie italiane,  le vaccinazioni sono sempre state molto considerate come strumento di prevenzione dall'Italia  e dal servizio sanitario nazionale. L’Italia è sempre stata all'avanguardia delle politiche vaccinali, questo fenomeno non si è limitato all’Italia, ma l’Italia  ha deciso di reagire.

Peraltro il calo non è stato uniforme in tutte le regioni italiane, negli anni 2015/2016  in alcune regioni, il fenomeno della vaccinazione per esitazione vaccinale ha avuto una maggiore importanza. Le regioni in cui si è notato un calo più alto sono: il Triveneto, la Campania, la Sicilia, la Toscana e le Marche. La situazione quindi era molto disomogenea  e ha portato all’introduzione di un piano nazionale abbastanza esteso, di equilibrare l'offerta vaccinale e le modalità di somministrazione e le azioni e le azioni collaterali. Peraltro il 2014 e 2015 sono stati degli anni particolari non solo in Italia, infatti si è sviluppata nel 2015 un'epidemia di morbillo a Disneyland, un parco giochi molto noto degli Stati Uniti. Questo evento nel 2015 ha indotto le autorità californiane a imporre l'obbligo vaccinale, che fino a quel momento era piuttosto blando e consentiva delle deroghe. Tutto questo è successo perché è cambiato lo scenario, le vaccinazioni sono state ritenute sempre utili ma da una percentuale minore della popolazione e ciò ha portato anche alla nascita del timore per le vaccinazioni. Questa crescente sfiducia nei vaccini, ha portato alla nascita di movimenti contro la vaccinazione e di  alcune sentenze e associazioni che hanno riconosciuto degli effetti collaterale dei vaccini (poi rivelatesi non provate da dati scientifici reali), come i casi di autismo causati dal vaccino contro il morbillo, la rosolia, la parotite.

 Ma addirittura in una sentenza abbastanza scandalosa dell'anno 2014, l'autismo è stato associato anche al vaccino esavalente del dell'infanzia. Quindi nacque una situazione difficile, che ha trovato anche un aumento delle schede di segnalazione gli effetti avversi delle vaccinazioni (che vengono inviate regolarmente ad AIFA, che apre sempre delle indagini). 
 

Questo testo è estratto dal nostro video-corso ECM FAD "Vaccini 2.0: il libro bianco. Le politiche vaccinali in Italia pre e post pandemia"  e ha come scopo quello di informare e permette di approfondire tematiche legate al corso.

Estratto della lezione del prof. Carlo Signorelli

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