Differenze di genere e doping: biochimica clinica, farmacologia e modalità d’uso

Buonasera, io sono Simona Pichini e sono una Farmacologa del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell'Istituto Superiore di Sanità.Insieme al mio Collaboratore, il Dott. Paolo Beretta affronteremo le differenze di genere e doping: <<biochimica clinica, farmacologia, modalità d'uso>>.

Il doping, in lingua italiana: “dopaggio”, è l’uso di una sostanza farmacologicamente attiva, di un medicamento o di una pratica medica a scopo non terapeutico, ma soltanto finalizzato al miglioramento dell'efficienza psico-fisica durante una prestazione sportiva agonistica o amatoriale da parte di un atleta.                                                                                                                                                         Il termine “doping” ha origini antiche. Esisteva il sostantivo primordiale “doop” che poi divenne verbo (to dope in inglese), in dialetto africano aveva il significato di: “pozione” perché il doping esiste chiaramente dall'antichità: ricordiamo che nel 1800 si dopavano i cavalli durante le gare dove si effettuavano scommesse per truccare concorsi ippici, e quindi si davano ad alcuni cavalli una miscela di tabacco e narcotici perché corressero più piano e favorissero gli altri, fin dall'antica Grecia esisteva questa modalità d'uso. In Italia il termine comincia a circolare negli anni 60, gli si dà una definizione chiara da parte della Federazione medico-sportiva: “assunzione di sostanze dirette ad aumentare artificiosamente le prestazioni in gara di un concorrente pregiudicandone moralità, integrità psichica e fisica”.Ancheil Consiglio d'Europa nel 1966dà una definizione simile:“doping è l'impiego di qualsiasi sostanza da parte di individui sani al solo scopo di migliorare artificiosamente il rendimento in una competizione”.Ritorniamo alla storia, parleremo un po' della storia del doping e poi andremo ad analizzere le differenze del genere. Si comincia dall'antica Grecia, da queste pozioni pseudo-magiche per arrivare poi ai giochi del Colosseo, ai giochi degli antichi romani, già in quel tempo esistevano delle pratiche dopanti che avevano più o meno un significato farmacologico. Per esempio: si beveva della frutta fermentata, quindi c'era l'alcol etilico perché l'atleta fosse euforico e avesse meno paura nello scontro, specialmente quando si trattava dello scontro con animali, oppure si preparavano degli alimenti con interiora e testicoli di toro ad azione anabolizzante, e ciò era vero perché chiaramente in questi testicoli erano presenti degli ormoni animali; o ancora degli estratti di passiflora e tiglio con un effetto ansiolitico per modificare la prestazione nei giochi circensi. La prima morte documentata a causa di un uso sconsiderato di farmaci è nel 1896 a carico del ciclista Arthur Linton durante la gara Bordeaux-Parigi.Egliaveva consumato degli stimolanti e morì per un arresto cardiocircolatorio. Parliamo invece dei Giochi Olimpici: per la prima volta nel 1968 durante i test antidoping alle Olimpiadi di Città del Messico, fu trovato un atleta che aveva utilizzato delle sostanze dopanti, degli anabolizzanti. Chiaramente in quell'epoca non esistevano delle metodologie analitiche che permettessero l'individuazione di queste sostanze, ma chiaramente il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) prese evidenza di quanto stava succedendo.

L'anno precedente invece, sempre in una corsa ciclistica, in una tappa del Tour de France, morì Tommy Simpson, un ciclista che aveva consumato una dose massiccia di amfetamine per ridurre la fatica durante la gara.                                                                                                                               In tali occasioni dunque, il Comitato Olimpico Internazionale istituì dei laboratori che nel mondo, durante i giochi olimpici, potessero controllare questo fenomeno e si preoccupò di fornire un elenco di sostanze vietate nelle composizioni sportive in modo che gli atleti sapessero che cosa non dovevano consumare, e quindi fossero essi stessi informati. Da allora,il numero dei controlli e l'attenzione su questo fenomeno  sono stati sempre maggiori e la lista di sostanze vietate è stata revisionata in seguito alle scoperte farmacologiche che via via sono sempre aumentate.

Ricordiamo adesso il periodo della guerra fredda, il periodo della competizione tra Stati Uniti e Russia. Oggi, dopo molti, sappiamo che in quel momento storico l'affermazione della supremazia tra le due superpotenze passava anche per la bramosia di vincere i giochi sportivi, le olimpiadi. Dunque si utilizzavano queste sostanze affinché la squadra di una nazione fosse più forte dell'altra. In questa competizione si fecero sentire la DDR e tutti gli atleti; ad oggi, dopo 40 anni circa al momento in cui avvennero queste storie, sono stati pubblicati dei libri riguardanti il modo in cuii medici utilizzassero una serie di sostanze per fare quello che si chiamava “il doping piramidale”: arrivare alle gare, prendere una sola sostanza mentre prima se ne erano prese tantissime, e modificare completamente le performance dell'atleta. Quindi per gli atleti russi e americani furono impiegati i prodotti più pericolosi. Furono sperimentate nuove sostanze dopanti affinchè alterassero o incrementassero lo sviluppo fisico e sessuale dell'individuo, ricalcando l'immagine distorta della supremazia anche fisica della superpotenza.

Oggi esiste l’Agenzia mondiale antidoping (Ama), in inglese: “World Anti-doping Agency” (Wada). Essa è una fondazione indipendente creata per volontà delComitato Olimpico Internazionale nel 1999 in Svizzera, a Losanna inizialmente, poi nel 2001 la “Wada” ha spostato Il suo quartiere generale a Montreal.La “Wada” ha fatto sottoscrivere a tutte le nazioni una Convenzione che dichiara che tutte le nazioni sono contro questa pratica di alterare con delle sostanze farmacologicamente attive le gare sportive. Al tempo stesso l'agenzia istituì dei laboratori antidoping; ne esistono oggi al mondo 25, in Italia ne abbiamo uno a Roma.Essa inoltrestila un elenco di sostanze proibite; aiuta i singoli laboratori ad identificarleed è stata finanziata in parte dal Comitato Olimpico Internazionale ed in parte dai governi dei diversi paesi che sono obbligati a finanziare anche economicamente e a sostenere l'Agenzia mondiale per il doppaggio.

Nel nostro paese il 14-12-2000 è stata varata la L. 376 che parla della tutela della salute dell'atleta e propone una definizione di doping attuale:“Costituiscono doping la somministrazione o l'assunzione di farmaci e sostanze biologicamente e farmacologicamente attive”. Al tempo stessoil doping diventa in Italia un reato penale; quindi chi commette questo reato, ma anche chi fa commettere doping, e quindi somministra all'atleta sostanze proibite durante le competizioni sportive, è passibile di pene amministrative o sanzioni anche penali nei casi più gravi.Dall'Italia  la sanzione penale si è poi spostata in Francia e anche in Spagna, ed in tutta l'Europa.

Questo testo è estratto dal nostro video-corso ECM Fad Medicina di genere: oltre la pillola rosa e la pillola blu, ha come scopo quello di informare e permette di approfondire tematiche legate al corso.

Estratto della lezione della dott.ssa: Simona PICHINI

Simona PICHINI
Primo Ricercatore ISS Roma
Istituto Superiore di Sanità, Roma
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