Alimentazione: prevenzione e terapia dell' obesità e del diabete metabolico

Parliamo oggi di obesità e diabete. Come vedete il titolo della presentazione è “L'alimentazione, prevenzione e terapia del diabete mellito tipo due nel paziente obeso”. E' noto che sono fondamentalmente due forme principali di diabete, il diabete tipo uno e diabete tipo due. Il diabete tipo uno ha una patogenesi autoimmunitaria, mentre il diabete tipo due si genera fondamentalmente per cause genetiche, per ereditarietà. Il diabete tipo uno è caratterizzato da carenza di produzione di insulina, quindi un soggetto che è affetto da diabete tipo uno non può vivere se non somministra insulina, invece il paziente affetto da diabete tipo due, è generalmente un paziente che, almeno all'esordio della malattia, ha un eccesso di insulina, ma l'insulina non funziona bene e viene prodotta da un punto di vista temporale in maniera scoordinata rispetto alla necessità dei tessuti periferici.

Partiamo da un esempio di un soggetto obeso, il signor Mario Rossi, ha un'età di quarantasette anni, non ricorda il peso alla nascita, vedremo dopo perché parlare del peso alla nascita risulta importante quando si discute di obesità e di diabete; ha un figlio di sette anni in eccesso ponderale, quindi in sovrappeso, entrambi i genitori sono obesi ,il padre è affetto da diabete mellito tipo due e la madre da ipertensione arteriosa. Il signor Mario Rossi è in eccesso ponderale da quando era bambino, dall'età infantile, durante il corso della sua vita gli sono state proposte numerose diete ipocaloriche di tipo prescrittivo, quindi con l'indicazione del numero delle calorie degli alimenti, ma in realtà le ha seguite per un periodo mai superiore ad un mese, quindi diciamo che non è mai riuscito a seguire in maniera costante una dieta propostagli, non è mai stato ricoverato in ambiente ospedaliero e non vi sono dati significativi per quanto riguarda la sua anamnesi patologica remota, non russa abitualmente la notte, questo per un paziente obeso è un dato importante perché il russare durante la notte potrebbe essere indicativo di una sindrome delle apnee, e ancora, non lamenta sensazione di rigurgito acido o di bruciore retrosternale, anche questo potrebbe essere indicativo di una patologia un reflusso gastroesofageo, anche questa è una patologia più frequente nei soggetti obesi rispetto ai soggetti magri. 

Da un punto di vista dell'esame obiettivo, il signor Mario Rossi pesa 92 kg ed è alto 174 cm, quindi sulla base di questi due parametri, noi possiamo calcolare l'indice di massa corporea, in termini anglosassoni “Body Mass Index”, il cui risultato sarà 30,4 che si ottiene dividendo il peso in kg per l'altezza in metri al quadrato, un parametro che è molto importante valutare attualmente per valutare un paziente obeso è, la determinazione della circonferenza addominale, come vedete nello schema, che nel caso del signor Mario Rossi e 106 cm; la circonferenza addominale va misurata a metà strada tra il margine inferiore delle coste ed il margine superiore del bacino, la pressione arteriosa media del signor Mario Rossi è di 140 su 90 millimetri di mercurio, quindi diciamo sono dei valori al limite per la diagnosi di ipertensione anche se non assume farmaci antipertensivi ed ha una frequenza di 78 battiti per minuto. Abbiamo visto che la circonferenza del paziente addominale è 106 cm, ci sono delle società scientifiche che hanno identificato dei valore di circonferenza addominale al di sopra delle quali noi possiamo sospettare un aumentato rischio di sviluppare malattie cosiddette cardiometaboliche, cioè malattie cardiovascolari e malattie metaboliche, il diabete, dislipidemie ec.

Questi valori limite sono stati identificati dalla “American Heart Association”, come 102 cm nei maschi, quindi il signor Rossi ha un valore superiore al valore limite secondo questa società e 88 cm per le donne; anche se è importante ricordare che vi sono altre società scientifiche che propongono differenti valori della circonferenza addominale. In particolare la “IDF” ossia “International diabetes Federation” propone di valori più bassi 94 cm per i maschi e 80 cm per le donne. Qualche informazione sullo stile di vita del paziente, quando parliamo di stili di vita facciamo riferimento soprattutto al livello di attività fisica, e al modello di alimentazione di un individuo. Mario Rossi svolge un lavoro sedentario, nello specifico è un bancario che lavora allo sportello, non pratica sport e cammina in media meno di 30 minuti al giorno fuori casa, quindi fondamentalmente stiamo parlando di un individuo sedentario. Al momento attuale non segue uno schema dietetico alimentare e per quanto riguarda le sue abitudini, assume la colazione ma non assume gli spuntini, non mangia, fa i pasti principali, il pasto principale della giornata è la cena, mangia più carne, in particolare manzo rispetto al pesce. 

Questa è un'informazione utile per quanto diremo in seguito sulle buone abitudini alimentari nella prevenzione, e nella terapia della obesità e del diabete. Nei confronti del cibo ha un atteggiamento compulsivo, dall'indagine alimentare svolta dalla dietista, risulta che Mario assume in media circa 2800 calorie al giorno, mentre, sulla base di alcune formule, come “Harris Benedict”, quindi sulla base di dati personali antropometrici dell'attività fisica, ci risulta che invece dovrebbe assumere intorno alle 1900 calorie al giorno per mantenere il peso stabile, quella che noi chiamiamo da un punto di vista tecnico “dieta isocalorica”, quindi c'è una differenza di 900 calorie tra il numero di calorie che dovrebbe assumere per mantenere il peso stabile, e lui ne assume molto di più, quindi non solo obeso ma è destinato ad aumentare ulteriormente di peso con il tempo se non modifica le sue abitudini dello stile di vita. Beve in un giorno un litro di acqua in media, abitualmente beve due birre e beve anche da 1 a 3 bicchieri di Coca Cola, non beve latte. Ancora, dall'indagine alimentare risulta che i carboidrati rappresentano il 62% delle calorie solide giornaliere, una dieta indicata come normale dovrebbe prevedere una quantità di carboidrati tra il 45-60% delle calorie giornaliere, quindi stiamo parlando di un paziente che probabilmente assume un eccesso di carboidrati.

Assume una porzione di pasta superiore ai 80 grammi ogni giorno, e noi sappiamo che una porzione media di pasta è sugli 80 grammi, almeno quella del ristorante, e tra l’altro una porzione di pasta ben condita con salsa e sughi e ricca di parmigiano. Ancora Mario, assume più di 100 grammi di pane bianco al giorno, dalle 3 alle 4 porzioni di frutta al giorno, e abitualmente a colazione mangia un cornetto. Non gli piacciono gli alimenti integrali e non assume abitualmente verdure, insalate, ortaggi, e quindi le fibre alimentari di cui parleremo più approfonditamente dopo, sono intorno ai 10 grammi. Le proteine che dovrebbero rappresentare tra il 10% ed il 15% delle calorie giornaliere di un individuo normale, nel caso del signor Mario, rappresentano il 10%; i grassi lipidi rappresento il 28% delle calorie giornaliere che lui assume, ed in particolare i grassi saturi e i grassi trans, di cui parleremo più approfonditamente in seguito, rappresentano oltre il 10% delle calorie giornaliere, mentre le società scientifiche consigliano di assumere meno del 10% di questo tipo di grasso. Circa tre volte a settimana mangia presso fast food come McDonald's e simili ristoranti, e assume molto spesso in questi ristoranti fritture: pollo fritto, patatine fritte eccetera. 

Se consideriamo alcuni degli esami di laboratorio che lo riguardano, abbiamo che: a digiuno il signor Mario presenta una glicemia di 112 mg per decilitro, i valori considerati normali a digiuno a secondo le società scientifiche sono 100 mg o al massimo 110 mg per decilitro, quindi il signor Mario ha dei valori glicemici superiori a quelli considerati normali, anche se è importante ricordare che la definizione di diabete si fa quando la glicemia a digiuno è superiore pari o superiore a 126 mg per decilitro. I valori di colesterolo sono 199 MG per decilitro, quindi valori considerati normali, i trigliceridi sono di 260 milligrammi per decilitro, quindi superiori alla norma, colesterolo HDL è 34 mg per decilitro, i valori considerati normali per un maschio sono pari o superiore a 40 mg per decilitro, quindi oltre ad una ipertrigliceridemia, il signor Mario presenta valori bassi di colesterolo HDL che abitualmente consigliamo come colesterolo buono.

 

Questo testo è estratto dal nostro video-corso Fad Alimentazione Consapevole e Sana Nutrizione: i casi clinici, ha come scopo quello di informare e permette di approfondire tematiche legate al corso.

Estratto dalla video lezione del dott. Giovanni De Pergola

Giovanni De Pergola
Tu sei qui:Home › Personale del dipartimento › Personale docente › Schede personale docente › DE PERGOLA Giovanni DE PERGOLA Giovanni Qualifica Professore Associato di Medicina Interna
Università degli Studi di Bari Aldo Moro
Potrebbero interessarti anche...
Lunedì 3 Giugno

Malattie rare

Salve, sono Giuseppe Zampino, un pediatra genetista che si occupa di bambini con malattie rare, in modo particolare ...