Sopportazione del dolore: tra uomini e donne non ci sarebbero differenze

17 ottobre 2014

Sono tanti i luoghi comuni che nel corso negli anni diventano veri e propri dogmi, dati per certi ed assodati. Ogni tanto però la scienza e la ricerca riescono a smentirne o avvalorarne qualcuno. Ad esempio, la convinzione che vede l’organismo femminile in grado di sopportare il dolore meglio dell’organismo maschile, sembra destinata a cadere nell’oblio. 

Il tutto è merito di una ricerca, presentata dal  Journal of Pain, e riportata anche dal Sole 24 Ore. Secondo questo studio, quindi, non è vero che le donne sono predisposte ad una tolleranza maggiore del dolore, bensì, almeno per quanto concerne il dolore cronico, uomini e donne non sembrano essere differenti in quanto a resistenza. Ad essere un fattore discriminante in merito alla questione, sarebbe, invece, la resilienza, che non è nient’altro che la capacità di un individuo, a prescindere dal sesso, di affrontare situazione sfavorevoli, come può essere appunto il dolore. 

La parte sperimentale, condotta da Carmen Ramírez-Maestre e Rosa Esteve, ricercatrici dell’Università di Malaga, è stata effettuata su 400 persone (uomini e donne) che sono affette da dolore cronico alla colonna vertebrale. E quello che è emerso è che per quanto riguarda la tolleranza i due sessi non hanno sostanziali differenze. A differire è invece un aspetto: la paura del dolore, solitamente più alta nel genere maschile. A spiegare bene la situazione è stata proprio Ramirez-Maestre, ripresa da Salute24:le persone più resilienti tendono ad accettare il loro dolore, cioè tendono a comprendere che il loro disturbo è cronico e smettono di concentrarsi a cercare di far sparire il dolore per focalizzare la loro energia nel miglioramento della loro qualità di vita, nonostante il dolore” . Resilienti, quindi, non uomini o donne 

Se questa scoperta forse potrà servire a cambiare qualche luogo comune, il nostro corso FADLenire il dolore è buona sanità” da 50 crediti Ecm, si propone di fare il punto sul sintomo, partendo dalla diagnosi, per affrontare quindi la cura, cercando di suggerire le soluzioni più idonee. Nel corso verranno affrontati temi molto diversi tra loro, ma tutti ugualmente di spicco: dalle cure palliative alla terapia del dolore in senso stretto, in modo che il terapista riceva tutti gli strumenti per affrontare il sintomo. Verranno analizzati i farmaci, dai cosiddetti FANS, fino agli oppiacei (morfina e simili); di tutti verranno approfonditi anche modi di somministrazione, antidoti ed effetti collaterali.